
Visitatori nel carcere di Bollate
Entrare in carcere per crescere con i detenuti. Strano? Forse. Impossibile? No. Divertente? Sì. Il 29 marzo scorso gli studenti dell’IPC sono entrati nella seconda casa di reclusione di Bollate per partecipare a un incontro del Gruppo della Trasgressione. Tutto è cominciato dalla storia della morte del cigno. Poi si p sviluppata la riflessione attraverso le emozioni e la condivisone delle idee. Come è potuto avvenire? Lasciamo che siano gli studenti stessi a descrivere gli strumenti e gli obiettivi che hanno permesso al riuscita della giornata. Ecco cosa hanno ricavato gli studenti dell’Ipc dall’incontro con il Gruppo della Trasgressione nel carcere di Bollate:
Il racconto de La morte del cigno è uno strumento, un pretesto per parlare in realtà di un sacco di cose:
- il desiderio di essere protagonisti
- la voglia di essere visti e considerati
- l’incapacità di riconoscere i propri limiti e di accettare quelli imposti dagli altri
- la difficoltà di rispettare le regole e di stare ai patti
Un altro strumento molto usato nel Gruppo della Trasgressione è la scrittura: scrivere, scrivere, scrive e poi leggere e farsi leggere per confrontare i propri pensieri con quelli degli altri..
L’obiettivo è confrontare le proprie idee, scoprire i propri desideri e bisogni profondi e anche le proprie “fisse” per provare a crescere un po’.
Mi ha colpito una considerazione del Dott. Aparo:
“gli uomini sono fondamentalmente degli ‘stronzi’. ..ma possono anche fare delle cose buone. Se usano il cervello e si confrontano tra loro e provano a fare qualcosa di buono insieme.. possono essere un po’ meno stronzi!”
L’incontro con i detenuti è stato molto emozionante. Non mi aspettavo persone disponibili a parlare di se stesse e dei propri sbagli o delle proprie paure e preoccupazioni con tanta sincerità.
Simone, per esempio è molto preoccupato perché tra breve uscirà dal carcere: stare fuori è difficile, anche se attraverso il lavoro fatto con il Gruppo della Trasgressione ora c’è la voglia di cambiare davvero e ricominciare una nuova vita. “Quando sei in libertà le vecchie abitudini tornano fuori: la seduzione della droga, della vita facile, dei soldi e dello sballo è sempre lì davanti a te.”
E’ difficile ricreare un giro di amicizie nuove, di relazioni e di svaghi, per non parlare del lavoro che già manca per le persone cosiddette regolari. A volte anche la famiglia non aiuta, anzi diventa un elemento destabilizzante
Tags: 29 maggio, Aparo Angelo, Beretta Simone, bollate, Canavesi Patrizia, cigno, emozione, ipg, morte, morte del cigno, scuole