La partita a bordo campo

L’iniziativa prevede, se otterremo le necessarie sintonie, che il primo o il secondo fine settimana del prossimo ottobre venga disputata una partita di calcio (presumibilmente sul campo della C. R. di Bollate) fra due squadre: una costituita da magistrati e da agenti di Polizia Penitenziaria, l’altra da detenuti del Gruppo della Trasgressione e di altri gruppi equivalenti delle tre carceri di Bollate, Opera e San Vittore.

Sul campo giocheranno autorità istituzionali e detenuti che durante la loro vita nella devianza hanno sempre avuto rifiuto verso l’autorità e che oggi cercano di interiorizzarne i criteri e gli obiettivi. Scopo della partita è puntare alla vittoria e superare l’altro giovandosi delle regole che vengono interpretate e difese dagli arbitri in campo.

Il giorno dopo la partita a bordo campo continuerà con un convegno sugli obiettivi dell’autorità e sui criteri grazie ai quali Punizione possa fare coppia con Rieducazione: magistrati, direttori delle carceri e detenuti si interrogheranno sulle caratteristiche di una punizione che renda più facile di quanto mediamente avviene negli istituti penitenziari italiani l’interiorizzazione dei principi cui la punizione stessa si ispira.

Una terza giornata potrebbe aver luogo nell’aula bunker di Piazza Filangieri o al Palazzo di Giustizia di Milano. Sarebbe bello che nella sede dove la relazione fra criminalità e autorità istituzionali ha raggiunto la massima conflittualità oggi ci si chieda, in collaborazione fra figure istituzionali e detenuti che hanno saputo fare buon uso del tempo della pena, se e come la punizione possa avvicinare chi viola la norma con chi ne è interprete e chi ha abusato con chi ha subito l’abuso.

Se l’aula bunker è accessibile, si potrebbero portare nella giornata conclusiva della “Partita a bordo campo”:

  • una sintesi di come alcuni dei paesi europei interpretano la punizione (compito affidato agli studenti di giurisprudenza in tirocinio col Gruppo della Trasgressione e a uno o due docenti universitari;
  • le riflessioni finali e i progetti di ricerca dei protagonisti dell’iniziativa in vista di un appuntamento per l’anno successivo.

Alle due o tre giornate partecipa come madrina dell’iniziativa Fiammetta Borsellino, rappresentante dell’autorità che cerca il suo complemento nonostante la ferita subita.

Come introduzione all’iniziativa, ecco un’intervista al Pubblico Ministero, dott. Francesco Cajani, sui tema della punizione.

 

 

 

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