Gli occhi grandi color di foglia

Lunedì 26/11/18
Teatro De Sica, Peschiera Borromeo (MI)
Prenotazioni non obbligatorie, ma utili

La serata prende il nome da un verso di Via del campo, una delle prime e più note canzoni di De André. Una bambina e una puttana vivono entrambe in Via del Campo, tanto vicine l’una all’altra da far germogliare fiori, illusioni e speranze d’amore in chi va a trovarle. La prossimità fra l’una e l’altra c’è, ma per coglierla occorrono occhi grandi color di foglia, capaci di accettare parentele nascoste fra personaggi apparentemente incompatibili.

Scritta in collaborazione con Enzo Jannacci, Via del campo invita al dialogo con ciò che a una prima lettura sembra distante e privo di valore; la canzone è un’anticipazione del tema che rimarrà il filo conduttore di tutta la produzione poetica di De André: l’importanza della comunicazione con le proprie parti dimenticate o negate, cioè con quegli errori, fragilità, insicurezze o, come dice la canzone, con quel letame da cui possono nascere progetti e riconoscimento reciproco fra persone diverse. 

Juri Aparo dal 2005 incrocia le canzoni di De André con i temi e la ricerca del Gruppo della Trasgressione  che opera a Milano dentro e fuori dal carcere e di cui è il coordinatore.

Giancarlo Parisi, poli-strumentista, con i suoi flauti, sax e fiati etnici, ha partecipato a molti dei tour di Fabrizio de André ed è oggi leader di diverse iniziative collegate al mondo del cantautore di Genova.

Tonino Scala è un musicista eclettico e un compositore, conoscitore come pochi altri delle canzoni italiane dagli ’60 a oggi e in particolare della musica d’autore.

Nel corso della serata le canzoni di Fabrizio De André, arrangiate e interpretate dalla Trsg.band, vengono incrociate con i complessi percorsi dei componenti del Gruppo della Trasgressione, i quali, dopo anni di lavoro sui propri errori, partecipano oggi a progetti in favore del bene collettivo che in passato avevano offeso.

L’eccitazione, un incontro di “Beat Storming”

Ciao Cisky. Ho riletto in questi giorni un tuo vecchio scritto su “Il furgone e il mito di Sisifo”. Sono contento dei frutti della nostra collaborazione.

Da qualche tempo frequentano il gruppo Mirko Chiari, un pugile simpatico che insegna boxe in carcere a Bollate, e Valeria Imbrogno, campionessa del mondiale per la pace WBC dei pesi mosca. Tutti e due insegnano pugilato a Bollate nel progetto “Pugni chiusi”. Non c’è dubbio; il Gruppo della Trasgressione di Bollate beneficia molto della loro presenza agli incontri e spesso vengono fuori idee che fanno venir voglia anche a chi staziona in carcere di entrare in partita.

Nel frattempo il Gruppo della Trasgressione porta avanti diverse iniziative con gli alleati che nel tempo si è guadagnato. Uno di questi è la Cooperativa “La Fucina”, che ha sede a Rho e con la quale siamo partner in un progetto per la prevenzione del bullismo nelle scuole e per la riduzione del degrado nei quartieri di periferia.

Tonino Scala è il musicista che suona il piano nella Trsg.band e che ha un ruolo centrale nell’iniziativa che riassumo.

  • L’8 di novembre alle 9:30, viene una scolaresca al Mast, sede della Fucina, Via San Martino 22, Rho.
  • Tema dell’incontro: L’eccitazione.
  • Parte la conversazione fra studenti e componenti del Gruppo della Trasgressione, come di solito nei nostri incontri con le scuole.
  • Via via, saltano fuori delle parole che vengono combinate con “eccitazione”;
  • Per ogni associazione che vale la pena di valorizzare, uno che ci sa fare con le percussioni produce una breve sequenza ritmica che combina con il binomio appena trovato (ad es. eccitazione-masturbazione; eccitazione-regressione; eccitazione-evoluzione);
  • Il discorso va avanti e dalle associazioni di parole si passa a brevi frasi dotate di senso.
  • Queste prime frasi vengono combinate con brevi sequenze di note che individua Tonino Scala.
  • Andando avanti, grazie al contributo della nostra equipe e degli studenti dell’istituto scolastico nostro ospite, viene fuori una canzone che parla di smarrimento, di degrado, di avventura, di riscatto.
  • Nel corso delle due settimane successive, viene messo insieme un rap per giovani che si muovono come scimmie simpatiche o una canzone per anziani sonnolenti.
  • All’incontro successivo con la scuola la canzone viene presentata come il prodotto di un’alleanza dove stanno insieme ragazzi mezzo scapestrati, pugili che hanno voglia di vivere, musicisti, psicologi, detenuti, tutti indipendenti, ma con una voglia in comune.

Insomma, un movimento,
ancora meglio un fermento,
una voglia di esserci
di cimentarsi in un combattimento.

Forse vai incontro
a un pugno sotto al mento
Ma ce la puoi fare!
Se scegli bene gli alleati,
vai a bersaglio e sei contento.

 

Lo Strappo al Liceo Curie di Tradate

 

Partecipano al dibattito

  • Giorgio Bazzega, che racconta il suo percorso dopo essere rimasto orfano del padre per mano omicida
  • Francesco Cajani, uno degli autori de Lo Strappo
  • Angelo Aparo, coordinatore del Gruppo della Trasgressione

Rashomon e il Kintsugi

Rashomon e il Kintsugi

Rashomon e il Kintsugi, ovvero… come passare dall’enunciazione di punti di vista diversi, tutti contenenti brandelli di verità e di menzogna (Rashomon, Kurosawa 1950) alla tecnica del Kintsugi, una cucitura che non nasconde le fratture, ma le ricorda con un filo d’oro che evidenzia le loro linee di sutura, la nostra coscienza del passato e la comune responsabilità del presente.

*****

Qualsiasi punto di vista, anche quando viene da persone non consapevolmente capziose, risponde al bisogno di ricostruire un quadro ragionevole della realtà, ma anche (e spesso soprattutto) a quello di dare una versione degli accadimenti compatibile con l’impostazione ideologica di un determinato momento storico. Vedi le diverse dichiarazioni che su “Lo Strappo” rilasciano i vari protagonisti del documentario, che a volte risultano contrastanti già all’interno dello stesso soggetto in quanto rappresentative di diverse epoche della stessa vita.

Il pensiero razionale, anche quando apparentemente libero, non è mai esente dal bisogno di garantire a noi stessi un ruolo sostenibile nella complessità delle cose. Tenendo conto di ciò, il ricercatore scientifico non si illude di essere sulle tracce della verità ultima, ma cerca una versione delle cose che permetta di formulare affermazioni utili a governare territori sempre più ampi e inclusivi della realtà.

In definitiva, la difficoltà di addomesticare la nostra complessità è quel che ci diverte e ci ricorda il nostro mestiere di uomini. Per questo cerchiamo persone che vogliano dar voce e nome agli interpreti principali dell’iniziativa: figure istituzionali, imprenditori, familiari di vittime della criminalità, ex criminali, studenti.

Il Kintsugi non punta alla verità e non vuole ignorare la difficoltà di tenere insieme gli uomini e le idee; cerca piuttosto di connettere i cocci di una passata unità, nella consapevolezza della loro comune origine e della loro e nostra precarietà.

Alcuni testi sul tema o ad esso collegati…

Fra i nostri attuali alleati:

Gli irrecuperabili non esistono

Ciao Juri,
sono stata a Scampia.. campo di lavoro con studenti in un podere sottratto alle mafie. Una esperienza forte, un incontro con persone stra_ordinarie, tra cui Davide Cerullo, ex  camorrista che, come dice lui, per fortuna non ha fatto in tempo ad ammazzare nessuno e quindi ha potuto allontanarsi dalla camorra dopo il carcere.

Da qualche anno è tornato a Scampia e ha messo su un’associazione L’ALBERO DELLE STORIE che accoglie in vari modi, mamme e bambini da 0 a 6 anni. La sua storia sembra da ‘manuale’ di degrado!

Le persone come lui e come Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)esistenza alla Camorra, mi fanno pensare subito a te, ad Alessandro e a tutti voi  che state cercando di FARE LA COSA GIUSTA.

Molti dei suoi pensieri e delle cose che ci ha raccontato,  ricalcano esattamente le riflessioni e le considerazioni che più volte ho sentito al gruppo  e mi piace ritrovare alcune ‘perle di saggezza’ anche sulla bocca di un ex pusher! Allora davvero, forse, gli irrecuperabili non esistono.

Voglio condividere anche con te questo video… sono 20 minuti ma ne vale la pena. Come spesso accade, insegna più un ‘delinquente’ in 10 minuti che un intero anno di scuola…

Ci vediamo a ottobre da noi… con Lo Strappo.
Patrizia

Invito alla commissione antimafia lombarda

Il 24 maggio scorso il Gruppo della Trasgressione, in occasione della ricorrenza della strage di Capaci, aveva partecipato a Milano a un incontro al Galdus, istituto scolastico col quale collaboriamo da tempo e con il quale siamo partner in una iniziativa per la prevenzione del bullismo. Il programma prevede, tra i suoi punti forti, che il Gruppo della Trasgressione porti nelle scuole che aderiscono al progetto i risultati della riflessione avviata da quando il gruppo è nato e che negli anni si è arricchita anche dei contributi di centinaia di studenti universitari, professionisti, artisti, operatori penitenziari, familiari di vittime della criminalità organizzata, che sono stati nostri ospiti in questi ultimi 20 anni.

Erano presenti all’incontro il direttore del Carcere di Opera, dott. Silvio Di Gregorio; l’assessore all’istruzione della regione Lombardia Dott.ssa Melania Rizzoli; il vice presidente della commissione antimafia Lombardia, dott. Alex Galizzi; un nutrito numero di insegnanti del Galdus; circa 200 alunni con il dirigente scolastico dell’istituto e moltissime altre persone.

A seguito dell’incontro, il presidente della commissione antimafia, dott.ssa Monica Forte, ha osservato che… non è opportuno che detenuti con trascorsi di mafia e di criminalità organizzata si pongano come insegnanti di fronte a studenti che potrebbero subire il fascino del male e una certa confusione fra buoni e cattivi:  “… reputo inopportuno un progetto che ha portato detenuti per mafia in una scuola per un corso alla legalità. Il confronto diretto con gli ergastolani rischia di far passare un messaggio sbagliato fra i giovani che hanno poca se non nessuna conoscenza del problema delle mafie. La mitizzazione televisiva del crimine, da questo punto di vista, non aiuta”.

Essendo io il coordinatore del Gruppo della Trasgressione, conoscendone la natura, gli obiettivi e il metodo, avendo incontrato con il gruppo Trsg da quando è nato (San Vittore 1997) decine di migliaia di studenti di medie inferiori e superiori, ho piacere di esprimere la mia opinione.

Sono d’accordo che la mitizzazione del male su televisione e giornali genera confusione e ritengo a mia volta inopportuno che i detenuti abbiano il ruolo di insegnanti abilitati a spiegare agli studenti il bene e il male. Puntualizzo però che gli incontri fra Gruppo della Trasgressione e studenti di scuole medie inferiori e superiori sono così caratterizzati:

  • tutti i detenuti da me autorizzati a parlare durante gli incontri nelle scuole frequentano il Gruppo della Trasgressione da almeno 4/5 anni e, prima di arrivare a parlare con gli studenti, hanno partecipato attivamente a centinaia di incontri del gruppo all’interno del carcere;
  • durante gli incontri nelle scuole, i detenuti parlano agli studenti in una situazione in cui sono sempre io a coordinare la direzione degli interventi; pertanto, nella sostanza e nella forma e per tutta la durata degli incontri, io sono il docente e loro i testimoni di come un lavoro svolto in profondità e con un continuo confronto con l’istituzione (la direzione del carcere, la magistratura di sorveglianza) possa portare uomini provenienti dal degrado, e che del degrado sociale erano divenuti servi e veicolo, a essere oggi la prova vivente di come il degrado possa essere contrastato e di come un adolescente che stia scivolando in quella direzione possa trovare gli stimoli e gli strumenti per invertire rotta.

Sarei particolarmente contento se una commissione di esperti decidesse di verificare gli effetti che il Gruppo della Trasgressione produce sugli studenti quando andiamo nelle scuole per la prevenzione al bullismo. Questo ci darebbe utili indicazioni su come procedere nella formazione dei detenuti e su come impostare gli incontri con gli studenti delle medie contro il bullismo e la tossicodipendenza.

Concludo, invitando la presidenza della commissione antimafia agli incontri del Gruppo della Trasgressione che si tengono tutte le settimane nelle carceri di San Vittore, Bollate e Opera.

Immagina la cosa giusta

“Tra bufalo e locomotiva,
la differenza salta agli occhi.
La locomotiva ha la strada segnata,
il bufalo può scartare di lato e cadere”

Nel 1876 il pittore austriaco Hans Canon, rompendo la tradizione figurativa tramandatasi nei secoli, decise di dipingere i Putti non più assorti nel più alto dei cieli ma con i piedi ben saldi sulla terra, e per di più al lavoro per costruire una ferrovia.

La profonda allegoria del progresso dell’uomo suggerita dalla visione di questo quadro, durante le vacanze pasquali a Vienna, mi ha letteralmente affascinato….. richiamando prepotentemente alla mia coscienza il senso di alcune cose che in questi mesi abbiamo contributo a far nascere anche insieme al Gruppo della Trasgressione.

Cosa vedi di te in questa immagine?”: ecco la mia domanda innocente rivolta ad un gruppo di ragazze e ragazzi che mi ritrovo davanti, riuniti in questa strana Piazza delle Terre di Mezzo.

Federico: In questa immagine vedo emozioni che vengono distrutte, ad esempio amicizie non ricambiate, litigi in famiglia.. quando succede qualcosa che si frantuma dentro, non sto bene con me stesso e mi si sgretola dentro come vedo le persone. Assomiglia a quello che tante volte penso.

Caterina: Questo vetro sono le cose quotidiane che accadono, i litigi che creo io. Sono anche io quella persona che fa star male altre persone. In questa immagine ho visto desideri che avevo che non sono stati realizzati e che io non ho fatto realizzare ad altre persone.

Paola: Vedo uno sbaglio da parte mia o di altre persone. Al di là di questa finestra vedo alberi e penso che si possono ricomporre tutti i pezzi.

Lorenzo: Vedo quello che potevo fare e i miei sbagli che hanno crepato il vetro. Sbaglio dopo sbaglio il vetro si rompe. Come si sa l’essere umano non è perfetto. In questa immagine vedo gli errori che si fanno.

Federico, Caterina, Paola, Lorenzo (e tutti i compagni di classe con loro presenti) ragionano come dei laureati in giurisprudenza ma, anagraficamente, hanno 12 anni.

E sono lo straordinario risultato di una sfida che, ad essere precisi, parte da Chiara Azzolari e dalla sua tenace ostinazione di “mettere alla prova” i contenuti del documentario Lo Strappo. Quattro chiacchiere sul crimine nei più svariati contesti educativi: e così, anche per una sorta di riconoscenza espressa al grande lavoro fatto da lei e da DIECI78 in questo progetto corale, Juri ed io non abbiamo saputo dire di no quando ci ha simpaticamente coinvolto in due laboratori con le scuole da tenersi durante la nota manifestazione milanese Fa’ la cosa giusta.

Così ci siamo ritrovati ancora insieme, lo scorso 23 marzo, con alcuni docenti d’eccezione: i detenuti del Gruppo della Trasgressione.

Non era la prima volta che partecipavo ad incontri dove criminali (nel senso tecnico di chi ha commesso un crimine) riescono paradossalmente a diventare guide credibili agli occhi di giovani in crescita (con la meraviglia, in primis, sul volto dei loro insegnanti). Eppure questa volta il tutto ha avuto, per me, un significato particolarmente nuovo.

Sarà stato forse il luogo…. dapprima una “tana”, improvvisata da tutti noi sotto le scale esterne di un padiglione della Fiera di Milano per ritagliarci uno spazio di maggiore attenzione e coinvolgimento, per poi continuare  – nel pomeriggio – in quella “Piazza” sotto gli occhi di visitatori di passaggio, ugualmente stupiti come il sottoscritto nel vedere tre ergastolani parlare fitto fitto per quasi due ore con ragazzi così giovani.

Sarà che “il dott. Aparo” non ha avuto quasi mai occasione di intervenire, perché ogni componente del Gruppo della Trasgressione ha saputo ben dire e mostrare i-frutti-del-duro-lavoro-dentro-se-stesso maturati in tutti questi anni di reclusione: e quando una squadra gioca bene in campo, l’allenatore può rimanere comodamente seduto in panchina a godere dei risultati di tutto il suo lavoro.

Ma sarà forse perché, ancora una volta dopo aver io personalmente accolto dei bambini di 10 anni a Palazzo di Giustizia ed esserne uscito enormemente arricchito (come mai avrei immaginato), ho realizzato che davvero è l’immaginazione la risorsa più potente da sviluppare, fin da bambini.

E soprattutto, aggiungerei io, fintanto che siamo bambini. Perché i bambini sono realmente in grado di farlo, e di farlo mille volte più efficacemente di noi che ci crediamo adulti e – solo per questo – capaci di ogni cosa.

Immaginare quindi un futuro migliore dove le mafie possano essere finalmente sconfitte anche grazie alle testimonianze nelle scuole di chi la mafia (l’ha praticata ma poi, con un lungo percorso di recupero del proprio-vero-io in carcere) l’ha rinnegata: penso che questo, ora, sia davvero possibile.

Un anno è passato e noi stiamo ancora qui progettando di volare verso Marte… anche grazie  all’appoggio,  silenzioso ma rassicurante, di alcuni Familiari delle vittime di mafia. Anche loro, allo stesso modo, sognatori come tutti noi: pietra su pietra, dolore su dolore, si possono anche innalzare cattedrali.

Immaginando così di poter davvero saldare la terra con il cielo.

 

 

Giustizia riparativa e criminalità organizzata di tipo mafioso

Quale piccolo contributo ad un dibattito tuttora in corso su un tema ancora poco studiato, concorde l’Autore volentieri pubblichiamo qui il resoconto di Andrea La Piana relativamente al Focus Group da lui condotto nell’ambito della sua interessante tesi di laurea.

La squadra anti-degrado

Ogni reato, in un modo o nell’altro, contribuisce ad aumentare il degrado sociale e a ridurre la libertà del cittadino.

Per questo, il Gruppo della Trasgressione sta mettendo insieme una squadra composta principalmente da detenuti che, dopo essere cresciuti nel degrado e averlo alimentato, oggi lo combattono collaborando con le istituzioni.

I delinquenti, che a suo tempo erano stati strumenti del degrado combattuto da Falcone e Borsellino, oggi si presentano alla società come alfieri dei valori per i quali Falcone e Borsellino hanno perso la vita.

Della squadra fanno parte da tempo detenuti, studenti universitari, comuni cittadini e persino qualche familiare di vittime della criminalità (Marisa Fiorani).

Dunque, un gruppo di ex criminali che hanno guadagnato e continuano a guadagnare libertà, non tanto perché hanno scontato parte della pena o per le misure alternative previste dalla legge, quanto per il fatto che hanno interiorizzato i valori della legalità e della costruzione di cui si fanno concretamente portatori:

  • nelle scuole con interventi di prevenzione verso bullismo e dipendenze;
  • negli interventi nel carcere di Opera per la prevenzione di atti autolesionistici;
  • negli interventi a San Vittore con i detenuti giovani adulti;
  • negli interventi con lungo degenti negli ospedali;
  • promuovendo i quesiti e gli sviluppi operativi relativi al documentario “Lo Strappo. Quattro chiacchiere sul crimine“;
  • svolgendo lavori di pubblica utilità in forma parzialmente gratuita grazie anche alla collaborazione con i comuni;
  • lavorando con le attività della nostra cooperativa Trasgressione.net: vendita e distribuzione di frutta e verdura fresca e di prodotti alimentari confezionati, lavori di piccola manutenzione (tinteggiatura, pulizie, sgomberi cantine).

Per tutti i detenuti che faranno parte della squadra è utile un posto di lavoro nella cooperativa. In questo modo il detenuto può partecipare più facilmente alle attività culturali e imprenditoriali del Gruppo della Trasgressione e può presentarsi ai destinatari della nostra azione (adolescenti nelle scuole e detenuti nelle carceri) come testimonial credibile del nostro progetto generale.

In relazione a ciò, pur senza rifiutare eventuali contributi in denaro, chiediamo alle istituzioni, alle scuole con le quali collaboriamo, ai privati cittadini che vogliono farsi alleati dei nostri progetti soprattutto di aiutarci ad ampliare la nostra rete di lavoro con :

  • la bancarella di Frutta & Cultura (consegne di frutta e verdura  e prodotti alimentari a mense, ristoranti, bar e a gruppi d’acquisto),
  • lavori di tinteggiatura, piccola manutenzione e pulizia; piccoli traslochi.

Torna all’indice della sezione