Litighiamo? Ma no, giochiamo!

ISTRUZIONI PER L’INGRESSO

  • Concerto aperto al pubblico
  • Prenotazione obbligatoria: con mail a info@trasgressione.net,
    indicando chiaramente i propri dati (Nome e Cognome, Luogo e data di nascita, N° carta di identità o passaporto o patente)
  • Elenco prenotazioni
  • Biglietto di ingresso: € 10 

Il ricavato verrà impiegato per sostenere le attività e il percorso dei detenuti e degli studenti del Gruppo della Trasgressione

 

Per l’ingresso in carcere è opportuno

  • presentarsi entro le ore 20:00;
  • lasciare in macchina cellulari e oggetti elettronici;
  • avere il documento personale a portata di mano.

La nostra attività con le scuole

Il Gruppo della Trasgressione comprende un’associazione e una cooperativa, costituite da detenuti, studenti universitari e comuni cittadini. Il gruppo agisce nelle carceri di Bollate e Opera e all’esterno; l’obiettivo principale è rendere riconoscibili i sentimenti e gli stati d’animo che caratterizzano i percorsi della devianza e lavorarli nel tentativo di renderli compatibili con il riconoscimento dell’altro.

La nostra filosofia s’incentra su poche linee guida:

  • studiare, progettare e lavorare con chi ha commesso reati giova all’equilibrio sociale e protegge la salute e il bene pubblico più della separazione garantita dalle mura del carcere;
  • è importante che imprenditori e liberi professionisti supportino, insieme alle istituzioni, l’acquisizione e l’esercizio di funzioni e ruoli sociali di chi ha bisogno di evolversi; questo vale per gli adolescenti, per le persone in difficoltà e per chi, lungo i percorsi della devianza, ha perso il piacere di esercitare le responsabilità del cittadino;
  • il recupero, una reale inclusione, un effettivo superamento della sensazione di marginalità e di estraneità alle regole possono prendere corpo solo se ci si sente co-protagonisti di esperienze concrete, di attività lavorative, eventi, interazioni utili alla comunità, al suo rinnovamento, alla sua crescita.

All’interno della nostra attività di sensibilizzazione e di mediazione fra carcere e società, gli incontri tra il Gruppo della Trasgressione e le scuole offrono agli studenti di scuole medie inferiori e superiori un’esperienza utile alla prevenzione del bullismo e delle dipendenze, ma anche e soprattutto a vivere in modo tangibile il piacere della responsabilità.

In sintesi, l’obiettivo della prevenzione viene combinato con la rieducazione del condannato; tali incontri, infatti, favoriscono il percorso evolutivo dell’adolescente permettendogli di svolgere una positiva funzione sociale nei confronti del detenuto e, allo stesso tempo, aiutano i detenuti a riappropriarsi della loro identità di adulti, intanto che forniscono un servizio alla collettività.

 

Attività culturali nelle scuole e nei teatri
con gli adolescenti e con un pubblico adulto

Una serata per bulli

Un gruppo di ragazzi annoiati, il solito posto e la solita monotonia. Così ha inizio la rappresentazione di “una serata per bulli”. Un’atmosfera costellata di noia e vuoto che porta prima all’uso di droga, poi al furto di un’auto e infine alla violenza su un disabile. Un’escalation di atrocità alla ricerca di uno sballo sempre più difficile da raggiungere.

Subito dopo la rappresentazione, studenti e insegnanti dialogano con i componenti del gruppo su cosa cerca chi si comporta da bullo.


Una slot machine per chiedere chi sono

La rappresentazione ricostruisce quello che accade in una delle tante sale giochi: i passaggi di un amore malato tra un giocatore incallito e la sua bella: la slot machine. Un uomo che, per coprire le proprie angosce, affida se stesso allo sballo e all’eccitazione del gioco d’azzardo. Non riuscendo a coltivare relazioni stabili e costruttive con l’altro, si perde nel gioco illusorio e autodistruttivo di fingersi capace di controllare gli impulsi e gli oggetti di cui si rende schiavo.

Su questa mappa di conflitti, mancanze, smarrimenti, seduzioni delle diverse forme di dipendenza, si sviluppa lo scambio tra gli studenti e i detenuti dopo la recita.

 

Il mito di Sisifo

Avviato nel 2009, il lavoro sul mito di Sisifo è diventato in poco tempo uno strumento per riflettere sul presente e per recuperare passaggi centrali di chi ha perso la fiducia nelle istituzioni e nel proprio futuro. La tragedia di Sisifo ha dato luogo a un racconto nel quale specchiarsi, motivando comuni cittadini, studenti e detenuti del gruppo a indossare i panni dei diversi personaggi e a interrogarsi sul problema della siccità a Corinto, sui conflitti di Sisifo con Giove, degli adolescenti con il limite e l’autorità, dell’uomo con i suoi bisogni terreni e le sue ambizioni di eternità.

Al termine della rappresentazione, viene avviata una discussione in sala su temi quali: il rapporto genitori-figli, le dinamiche di potere e la possibilità dell’uomo di abbandonarsi all’arroganza o di ascoltare e assecondare le proprie istanze costruttive.

 

Concerti musicali – Trsg Band

Il Gruppo della Trasgressione tiene concerti in diversi teatri di Milano e provincia. Le storie dei personaggi imperfetti di Fabrizio De André vengono incrociate con le riflessioni dei detenuti del gruppo sui loro sentimenti, sulle scelte passate più o meno consapevoli e su ciò che ne è derivato nelle loro vite.

Sulla traccia delle canzoni di De André, arrangiate ed eseguite dalla Trsg.band, braccio musicale del Gruppo della Trasgressione, i concerti vedono la collaborazione fra discipline e soggetti eterogenei: docenti universitari, giovani studenti, detenuti e artisti.

Con questi eventi il Gruppo della Trasgressione punta a rendere prassi comune la contaminazione creativa e la cooperazione con adolescenti e giovani adulti. L’idea di fondo è che l’impiego delle proprie risorse in un clima di gioco e di collaborazione possa aiutare al riconoscimento reciproco e far sì che l’altro possa essere sentito come partner invece che straniero o, peggio, ostacolo alla propria realizzazione.

Pomeriggio a Parco Europa

Dalle carceri e dalle Università
Un impegno verso la città

Rho, 29/10, ore 15:00-18:00 – Pomeriggio a Parco Europa

La cooperativa LA FUCINA, il Collettivo MOSTRAMI,
il GRUPPO DELLA TRASGRESSIONE
presentano il loro progetto per la città

Detenuti, studenti universitari e comuni cittadini presentano le diverse attività che partiranno dalla bancarella di Frutta & Cultura.

Un po’ dei fatti nostri

Un po’ dei fatti nostriNoemi Ottaviani

Ciao a tutti,
scrivo in relazione al bisogno di trovare una casa per Massimiliano. Purtroppo l’unica soluzione che abbiamo a disposizione è una stanza in un appartamento dell’Associazione Saman che costa 250 euro al mese. Con lo stipendio di Massimiliano (600 euro) non è possibile pagare l’intero affitto, per questo motivo, dopo esserci consultati e aver considerato tutte le diverse alternative siamo arrivati alla conclusione di aumentare lo stipendio di Massimiliano di 100 euro al mese.

La situazione economica della Cooperativa è stabile, nell’ultimo anno e mezzo, dopo aver tappato tutte le falle che si erano create, abbiamo una situazione di crescita. La crescita è lenta, molto lenta… sarà per le scarse competenze, sarà per la situazione economica dell’Italia, sarà per altri motivi ancora, in ogni caso la Cooperativa in questo momento sopravvive, lo fa anche per merito di Massimiliano, che nonostante le difficoltà, si è impegnato a imparare il mestiere, ha fatto sacrifici e ogni giorno si impegna.

Oggi possiamo pensare di dare 100 euro in più a Massimiliano, ieri non potevamo… ma comunque questo non significa che tutto vada bene, questo significa che piano piano costruiamo e cresciamo, ma dobbiamo continuare a farlo e dobbiamo farlo con ancora più determinazione di quella che già ci stiamo mettendo, diversamente rischiamo di retrocedere invece di avanzare.

Con questa mail non voglio appesantire gli animi o creare malumori, quello che vorrei trasmettere è che possiamo essere felici di quello che abbiamo, ma ancora di più dovremmo essere felici di immaginare come potremo essere se tra tre o sei mesi potessimo pagare anche altri stipendi.

Buona giornata,
Noemi

 


 

Lunga vita ai ribelli, Massimiliano De Andreis

Ciao,
non posso dire altro che grazie per tutto ciò che oggi rappresento per la cooperativa, per mio figlio e per la mia famiglia…

Sono consapevole del fatto che da solo non sarei riuscito a fare questo viaggio… spero, in questi anni e da quando sono diventato responsabile della bancarella, di avere rappresentato in modo degno gli obiettivi del nostro gruppo e della nostra cooperativa.

Mi rendo conto che l’impegno e i sacrifici a volte non bastano nel mondo del lavoro, ciò che mi continua a dare la forza di non mollare tutto, anche quando sono preso da momenti di frustrazione, è il legame che ho con voi e la gratitudine che provo.

Forse, anzi ne sono certo, se non avessi tutti i problemi che ho, sarai già tornato a delinquere…

Sembra un paradosso, ma occuparmi dei problemi di mio figlio e della mia famiglia è diventata la mia missione e, da quando sento sulla pelle che la ricerca dell’equilibrio è l’equilibrio stesso, ho cominciato a intuire come nella mia vita, così imperfetta e limitata, c’è tutto spazio per avere coscienza della mia finitezza e, allo stesso tempo, della sensazione di “infinito” che provo ogni giorno.

Lunga vita a noi ribelli del Gruppo della Trasgressione
Massimiliano

 


 

I fatti del Gruppo della Trasgressione, Angelo Aparo

Ho voluto pubblicare lo scambio fra due componenti centrali del Gruppo della Trasgressione e della nostra cooperativa Trasgressione.net per chiedere una mano a chi segue su Facebook, su www.trasgressione.net, su www.vocidalponte.it le nostre avventure.

Abbiamo bisogno di lavoro! In particolare, abbiamo bisogno di clienti che si riforniscano da noi per far sì che le spese che sosteniamo per tenere in piedi l’attività possano essere più facilmente ammortizzate.

Avremmo bisogno di un numero maggiore di ristoranti e bar che acquistino da noi frutta e verdura. Va da sé che i nostri prezzi e la qualità dei nostri prodotti sono ampiamente competitivi e che il nostro servizio è serio, puntuale, amichevole, limpido, igienicamente controllato.

Potrebbero comperare i nostri prodotti ortofrutticoli anche gruppi di consumatori che si riuniscono per avere prodotti di qualità a prezzi competitivi. In un condominio bastano 20 famiglie riunite per avere rifornimenti un paio di volte a settimana e risparmiare considerevolmente rispetto ai prezzi del supermercato o dei mercati rionali:
Massimiliano De Andreis: 340 316 4965;
Noemi Ottaviani: 347 071 5564
cooperativa@trasgressione.net

Un’altra area della nostra attività è il restauro (vedi i lavori già fatti in collaborazione con il FAI (Monastero di Torba), con il comune di Rho (Villa Burba), con il comune di Brugherio (Monumento ai caduti). Responsabile dei lavori è l’architetto Vittorina Bertuolo; capomastro della squadra è il sig. Antonio Tango, oggi detenuto in art. 21 nel carcere di Bollate; responsabile dei contatti per il restauro è
la prof.ssa Nuccia Pessina: 333 241 5619
cooperativa@trasgressione.net

Più modestamente, facciamo anche lavori di manutenzione, tinteggiatura, piccoli traslochi, sgombero cantine, pulizie:
Massimiliano De Andreis: 340 316 4965;
Noemi Ottaviani: 347 071 5564,
cooperativa@trasgressione.net

Per quanto strano possa sembrare, facciamo anche concerti. La nostra Trsg.band da oltre 10 anni propone canzoni di Fabrizio De André intrecciate con interventi dei detenuti del Gruppo della Trasgressione: prof.ssa Patrizia Inzaghi, 338 235 1425,
associazione@trasgressione.net

Infine, oltre a fare prevenzione del bullismo nelle scuole medie inferiori e superiori dell’intera provincia di Milano, portiamo in teatro il nostro Mito di Sisifo: prof.ssa Patrizia Inzaghi, 338 235 1425, associazione@trasgressione.net

Angelo Aparo

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Il fuoco del drago

Il fuoco del drago, Massimo Moscatiello

Siamo persone che nel corso del loro cammino si sono perse. Ci siamo inoltrati, poco consapevolmente, in oscure paludi, all’inseguimento di perverse eccitazioni; abbiamo invocato e adorato false divinità nel tentativo di negare le nostre fragilità e di zittire le nostre paure.

Immersi nel fango della solitudine interiore, abbiamo affidato alle illusioni il compito di tirarcene fuori, intanto che usavamo la rabbia, come fanno i draghi col fuoco, per sputare su chiunque provasse a mostrarci una linea alternativa al nostro delirio; siamo diventati prede di noi stessi mentre vivevamo come predatori della comunità e, pur continuando a invadere gli spazi altrui, abbiamo chiuso i nostri dentro miseri confini.

Oggi, consapevoli di essere divenuti pietre dalla sabbia, cominciamo a legare i nostri progetti con quelli di chi, cresciuto su fondamenta più solide, è diventato capace di cercare la propria libertà senza ricorrere a facili eccitazioni; oggi, accanto a chi abbiamo visto in passato come preda, proviamo a diventare a nostra volta membri attivi di quel mondo che pensavamo ci dovesse tutto, senza averne noi alcuna considerazione.

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Lo scopo del dolore non è la reclusione

Non era questo il primo sogno, di certo non era togliere la vita per vivere, non era vendere polvere per respirare. Da piccoli, abbiamo morso il seno delle nostre madri per paura che ci potesse sfuggire dalle mani… per il piacere che si prova a possedere e controllare le cose.

Poi i più fortunati di noi hanno imparato a tollerare l’attesa del latte, ad aver fiducia che la carezza, da lì a poco, sarebbe arrivata; altri hanno forse dovuto aspettare troppo, e così hanno imparato a usare le loro mani per controllare e dirigere quelle degli altri o addirittura per cancellarle.

Ma la malattia del controllo alla fine rende schiavi e, così, molti hanno anche lasciato crescere i propri figli con il padre in carcere… poi, durante la detenzione, è diventata sempre più chiara la consapevolezza che i figli, nella traversata dell’adolescenza, sarebbero potuti rimanere sedotti dalle stesse mire e, a loro volta, vivere ingabbiati nella perfida illusione del burattino che fantastica di dirigere il mondo.

Adesso, chi vuole può provare a tornare al suo primo sogno, a recuperarne le spinte, i sapori, gli orizzonti. Di certo i nostri figli ci saranno grati se sapremo interpretare la nostra rivoluzione, se sapremo, dal nostro dolore, ottenere spazi più ampi per la nostra e per la loro evoluzione.

Abbinamenti con: A Cimma

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Inaspettatamente

Inaspettatamente, Bruno Turci

Appartengono alla memoria più antica
Mondi di cui si è scordata l’esistenza

Vite lacerate
Consumate fra gli angoli più oscuri
Ove la coscienza non sa entrare…

Vite che poi tornano
comandate da una magia
che le restituisce al mondo

Inaspettatamente
Fioriscono splendide energie

 

Abbinamenti con: La città vecchia

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Sogni miei

Sogni miei, Ernesto Bernardi

Sogni miei, belli come il sole che sorge
Luminosi come stelle nel manto della notte
Buffi come cartoon che mi sorridono

Sogni miei, sussurrati dal mattino
Abbandonati quando non è ancora sera
Sogni miei, che ancora tornate
A scuotermi dalle mie paure

Sogni miei, vi raccoglierò nel mio sacco
Rattoppato col filo della speranza
Vi porterò con me sulla nave
E vi svuoterò sul ponte

Per cucire ancora una rete
Con i sogni, i nodi e le mani
Dei miei compagni di mare

Abbinamento con: A Cimma, Ho visto Nina volare, Anime Salve

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