Conversando con Raskol’nikov

Domani, 30 novembre 2022, avremo nel carcere di Opera l’ultimo dei 5 incontri su Delitto e Castigo. Stanno partecipando all’iniziativa ex criminali, studenti, docenti, magistrati, persone ferite dalla criminalità organizzata.

Servizio di Maria Chiara Grandis

Nella giornata conclusiva di domani, Francesco Cajani e io porremo a noi stessi e a tutte le persone che hanno contribuito all’iniziativa le seguenti domande:

  • Quali erano gli obiettivi dell’iniziativa?
  • Cosa abbiamo messo in tasca in queste 5 giornate?
  • Che uso personale possiamo farne?
  • Se si ritiene che ne valga la pena, cosa, in quali ambiti e con quali modalità rilanciare il lavoro su  Delitto e Castigo?

Nel cammino della scienza, è buona norma dichiarare con quali domande si va dentro un laboratorio ed è ancora più importante rendere pubblici i risultati e le risposte che, a seguito della ricerca, si pensa di avere ottenuto.

Credo che lo studio della devianza e gli interventi per prevenirla e curarla debbano essere trattati come una scienza. Se onsidero la portata dei danni economici e affettivi che la criminalità causa nella nostra società, trovo più che ragionevole assumere nei confronti della materia l’atteggiamento che qualsiasi ricercatore ha nei confronti di ciò di cui si occupa: Materiali, Variabili, Procedure di una ricerca devono essere resi pubblici per permettere a chi non c’era di verificare, criticare, ottimizzare, proporre alternative; in sintesi, contribuire alla evoluzione della conoscenza del problema e dei mezzi per trattarlo.

Pertanto, cari studenti di giurisprudenza, cari componenti del gruppo della trasgressione e cari professori, a conclusione del nostro viaggio tra eletti e pidocchi (io ondeggio fra le due categorie da sempre e cerco ancora oggi la mia alternativa al delirio di Raskol’nikov), visto che siamo entrati tutti nel laboratorio, per favore, facciamo ciascuno il resoconto della nostra esperienza, come si addice alle persone che frequentano i laboratori.


Da LPT Studio

Delitto e Castigo

Interrogativi

L’esperienza al carcere di Opera e il confronto con i detenuti presenti mi consente di superare il pregiudizio nei loro confronti. Si tende infatti a considerare il carcerato come una figura cattiva, priva di umanità e da emarginare; in realtà ascoltando le loro vite e gli errori che hanno commesso e poi il cambiamento che stanno attuando (frutto di grande lavoro, confronto con personale qualificato e specializzato e presa di coscienza delle proprie responsabilità) ci si rende conto che sono persone “buone”.

Non è da tutti ed è ammirevole il fatto che si siano dati la possibilità di mettersi in discussione, di avere scavato nel loro profondo e di aver avuto la forza di affrontare quei demoni che prima li facevano sentire invincibili e intoccabili ma soprattutto di aver riscoperto i bei valori come il lavoro e la famiglia.

Mi ha fatto riflettere e quasi intenerire l’immagine del detenuto che si commuove quando parla della mamma e sapere che anni prima invece non aveva alcun rimorso o problema a uccidere o rapinare o spacciare conoscendo  le conseguenze delle sue azioni e il male che avrebbe procurato.

Sulla questione della coscienza io ritengo che sia impossibile per un essere umano dotato di libero arbitrio, di un cuore e di emozioni non comprendere ciò che sta facendo;  penso invece che in alcuni casi la paura di non essere accettato dal gruppo, la sete di potere, l’idea di sentirsi importante prevalgano e nascondano la coscienza a favore del raggiungimento di un obiettivo che in quel momento per loro era giusto.

Io mi chiedo come possiamo fare noi giovani e futuri giuristi a prevenire tali  situazioni e comportamenti e far sì che tutti si sentano accettati e importanti in un mondo dove purtroppo dilaga il pregiudizio, la paura del diverso, del carcerato che viene legato al suo errore anche quando egli mostra d’essersi pentito e di avere avuto un cambiamento.

Martina Mugnaini

Delitto e Castigo

Materiali per Delitto e castigo

Abbiamo trovato 43 studenti/esse di giurisprudenza per dare forma – dentro le mura del carcere di Opera – ad una singolare ricerca sul delitto e le sue molteplici conseguenze, dialogando insieme a chi ne ha già commessi parecchi e chi ne ha subiti alcuni.

Dopo la nostra lettera di invito, sono giunte moltissime candidature anche grazie ad un articolo di Luigi Ferrarella pubblicato sul Corriere della Sera.

Siamo, allo stesso tempo, ugualmente soddisfatti per avere ricevuto il dono delle copie di Delitto e castigo necessarie al progetto e destinate alle persone detenute: merito della sensibilità di molti tra i quali gli amici di Caterpillar (RAI RADIO2).

 

Mercoledì 2 novembre abbiamo iniziato … ecco i materiali per seguire la nostra ricerca anche fuori dal carcere:

Il resoconto dell’incontro del Gruppo della Trasgressione con il Prof. Fausto Malcovati su Dostoevskij  (5.7.2005)

Le suggestioni visive tratte da una trasposizione televisiva RAI del romanzo di Dostoevskij in 5 puntate

Le versioni di Delitto e Castigo per i piccoli lettori [di Abraham B. Yehoshua e Osamu Tezuka]

INTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

PRIMO INCONTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

SECONDO INCONTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

TERZO INCONTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

QUARTO INCONTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

QUINTO INCONTRO_SCHEDA MATERIALI_delitto e castigo al carcere di Opera_nov22

E – per chi volesse comprendere qualcosa di più sulla complessità della nostra ricerca – ecco lo sguardo attento, discreto e rispettoso di Maria Chiara Grandis per il suo reportage televisivo  [tratto da Tg2 Storie, puntata del 27.11.2022]:

Delitto e Castigo (contribuiti dei partecipanti)