Percorsi complicati e storia degli errori

Partecipando agli incontri con detenuti ed ex detenuti del Gruppo della Trasgressione, ho vissuto un’esperienza che mi ha fatto riflettere molto. All’inizio ero un po’ diffidente e pensavo che chi commette reati fosse semplicemente “sbagliato” o diverso dagli altri. Avevo un’idea abbastanza rigida della devianza, vista solo come qualcosa di negativo e lontano da me.

Durante gli incontri ho capito che la devianza non nasce dal nulla. Spesso ci sono fattori ambientali, come famiglie difficili, contesti violenti o mancanza di punti di riferimento. Ma anche fattori personali, come rabbia, fragilità, bisogno di sentirsi importanti o ascoltati. Alcune storie mi hanno colpito perché mostrano come certe persone, fin da giovani, non abbiano avuto le stesse opportunità o qualcuno che le guidasse. Questo mi ha fatto capire che dietro un reato c’è quasi sempre un percorso complicato, non una scelta improvvisa.

Una cosa che mi ha colpito è che il cambiamento è possibile. Alcuni detenuti hanno raccontato come, attraverso il confronto con gli altri, il riconoscimento dei propri errori e un lavoro su sé stessi, siano riusciti a cambiare. Elementi importanti sono le relazioni, la responsabilità e il mettersi in discussione. Questo incontro ha cambiato il mio modo di vedere chi commette reati. Ora non li vedo più solo come “criminali”, ma come persone che hanno fatto errori, spesso legati al loro vissuto.

Anche l’idea del carcere è cambiata: non dovrebbe essere solo punizione, ma anche occasione di riflessione e crescita. Ho capito che il punto di vista è fondamentale: cambia il modo in cui giudichiamo gli altri e ciò che consideriamo giusto o sbagliato.

Questa esperienza mi ha fatto riflettere anche sulle mie scelte e sull’importanza dei valori. Secondo me, per prevenire la devianza è importante che i giovani abbiano supporto e punti di riferimento:

  • La scuola può educare e aiutare a sviluppare senso critico.
  • La famiglia può dare stabilità e ascolto.
  • La società dovrebbe offrire opportunità e non lasciare indietro nessuno.

Come giovane, sento la responsabilità di non giudicare troppo velocemente e di cercare di capire le situazioni prima di dare un’opinione. Da questa esperienza porto a casa una cosa importante: il nostro punto di vista può cambiare tutto. Cambiando il modo in cui guardiamo le persone e le situazioni, possiamo capire meglio cosa è giusto e cosa è sbagliato.  Ho capito che dietro ogni errore c’è una storia, e che capire non significa giustificare, ma essere più consapevoli. Questa consapevolezza è fondamentale per costruire un mondo più giusto.

Percorsi della Devianza e Trame di LibertàLa Riscoperta dell’Umano

Tommaso

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