Marisa e noi

Ci sono esperienze che segnano un prima e un dopo, nella vita di ciascuno.

Per molti è stato l’aver accompagnato Marisa Fiorani, il 7 settembre 2016, dentro il carcere di Opera.

Un passo che nessuno di noi aveva fatto prima, un moto di tensione e allo stesso tempo di timore, per verificare quanto il dolore di una madre che aveva perso una figlia a causa della criminalità organizzata potesse avere a che fare con le traiettorie esistenziali di un gruppo di persone detenute che, quella stessa criminalità, l’avevano un tempo frequentata ed agita.

A guardarsi indietro, rimane lo stupore di quanta meravigliosa energia propulsiva quel primo incontro abbia generato se ancora oggi ciascuno di noi, dopo 10 anni, si sta muovendo proprio grazie a quella esperienza.

E non resta che ringraziare ancora Marisa perché  – con fatiche quotidiane – ha saputo spezzare quella pietra che aveva ucciso sua figlia Marcella Di Levrano e trasformarla in tanti piccoli sassolini, in grado di segnare la via di casa per tutte le persone che hanno avuto finora la fortuna di incontrarla sulla loro strada.

Marisa mostra ai giovani di E!state Liberi! una delle pagine del diario di Marcella – Bosco del Parco delle colline di Brescia, 24 agosto 2022