Salto nel Blu Vetro

Salgono a piedi nudi mentre la terra,
stanca di promesse rotte,
si stacca dalle piante dei piedi come pelle morta.

Non è un legno quello che calpestano,
è una culla di chiodi e sale
che mastica la notte mentre promette il sole

​Hanno gli occhi pieni di orizzonti puliti,
Portano il destino cucito nell’orlo dei vestiti,
un nome amato stretto tra i denti
per non lasciarlo inghiottire dalle onde.

​La barca è un guscio di noce nel caos,
un punto esclamativo tra flutti che urlano
infrangendosi su sogni alla deriva
con la speranza come unica bussola rimasta

​Non si lascia la casa se la casa…
non è la bocca di uno squalo

Restano solo respiri sospesi,
tra un cielo che non risponde
e la schiuma che cancella
le tracce del loro coraggio

Percorsi della Devianza e Trame di Libertà
Mare NostroOfficina CreativaTrsg.Band

Cisky

La versione di me che avevo perso

C’era un rumore bianco a coprire le strade,
un ticchettio di passi sempre uguali,
mentre il mondo sbiadiva in un grigio di scadenze
e il cuore imparava l’arte dell’arresa.

Camminavo col mento stretto nel cappotto,
convinto che il destino fosse solo un cerchio chiuso,
un resoconto di ombre e di promesse andate a male. ​

Ero un guardiano del faro
che aveva smesso di guardare l’orizzonte

​E poi ho visto te

È stato come quando la luce
decide di restare un minuto in più sui tetti
e ti convince che l’inverno non è eterno.

​In quello sguardo ho letto il mio riscatto,
e la ferita ha smesso di bruciare

​Sei stata la mano che mi ha preso
quando non sapevo di affogare
la prova che la speranza non è un lusso,
ma una direzione da seguire.

Non è che il buio sia sparito del tutto
ma adesso che cammino accanto a te,
oggi che non è più l’oblio a tenere il passo…
ho incrociato la versione di me che avevo perso…

Percorsi della Devianza e Trame di Libertà

Cisky