Conosco due giornalisti

Uno, continuamente in cerca di notizie capaci di “eccitare” il lettore attraverso la sottolineatura di tutto ciò che possa traumatizzarlo e/o metterlo nella condizione di dire a se stesso: “per fortuna non è successo a me”; un altro, intento a dare spazio all’impegno di chi lavora per ridurre la probabilità che accadano gli eventi traumatici di cui il primo racconta.

Uno, in cerca di disastri, conflitti, ferite da evidenziare in modo da sollecitare quel senso di curiosità, di turbamento, di raccapriccio, comunque di eccitazione, che ognuno di noi prova di fronte a una ferita aperta; l’altro, in cerca di notizie capaci di suscitare l’emozione che ciascuno di noi vive quando vede due uomini passare dalla separazione all’incontro, dalla impossibilità di comunicare alla realizzazione di una lingua, un gesto, un collegamento che permetta lo scambio di informazioni e, in generale, il riconoscimento del simile nel diverso.

Un giornalista organizza il proprio racconto invitando il suo lettore a cogliere la distanza tra sé e gli autori dei misfatti di cui all’articolo; l’altro cerca di coinvolgere il lettore, rendendolo partecipe della costruzione che riduce la distanza e che, anzi, evidenzia i punti di contatto tra chi legge e i protagonisti del racconto.

Un giornalista parla della distanza tra la vittima e il carnefice; l’altro del contributo che vittima e carnefice possono darsi l’un l’altro per riconoscere l’origine comune e per aiutarsi vicendevolmente ad emanciparsi ciascuno dal proprio dolore e dal proprio rancore.


La Tempesta, Il Giorgione

Un giornalista parla del fatto che, giunto al limite del precipizio, qualcuno cade e si sfracella, l’altro parla del ponte che unisce i lembi opposti del precipizio e che permette a chi sta al limite dell’uno di non cadere e, anzi, di incontrare e di riconoscersi con chi sta all’altro estremo.

Prossimamente a Delitto e Castigo parleranno insieme di “Emancipazione reciproca” Paolo Setti Carraro e Alessandro Crisafulli; qualche settimana fa lo avevano fatto Marisa Fiorani e Antonio Tango.

Juri Aparo

Delitto e CastigoIl giornale del falso
Strumenti che allargano gli orizzonti