Il 25 aprile al Centro Alzheimer

Al Centro Alzheimer nel giorno della liberazione

Prima che arrivi la notizia di un adolescente che ha ammazzato qualcuno o un talk show dove esperti di psicologia dissertano su cosa rende possibile il dilagare di questi eventi, segnalo che Luigi Gensi, un signore ultra ottantenne a cavallo di una bicicletta che ha poco meno della sua età, ieri ha portato in un centro Alzheimer un’ochetta con la quale è riuscito a far sorridere alcune persone ivi ricoverate.

Luigi ha frequentato per anni il centro Alzheimer per venire a trovare la moglie, che qui ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita. Dopo la morte di lei, il sig. Gensi ha continuato a far visita alle degenti, una volta con un uovo di Pasqua, una volta con un mazzo di fiori, una volta con un quaderno con figure da colorare.

Questa volta si è presentato con l’ochetta della foto. Nessun giornalista lo intervisterà per questo, anche se la sua iniziativa suscita in me molta curiosità. Mi chiedo infatti cosa cerca e quale profitto possa ottenere il sig. Luigi Gensi dal mettere l’una di fronte all’altra un’ochetta e una donna che passa tutto il giorno a colorare figure su un quaderno.

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