Al Centro Alzheimer nel giorno della liberazione
Prima che arrivi la notizia di un adolescente che ha ammazzato qualcuno o un talk show dove esperti di psicologia dissertano su cosa rende possibile il dilagare di questi eventi, segnalo che Luigi Gensi, un signore ultra ottantenne a cavallo di una bicicletta che ha poco meno della sua età, ieri ha portato in un centro Alzheimer un’ochetta con la quale è riuscito a far sorridere alcune persone ivi ricoverate.
Luigi ha frequentato per anni il centro Alzheimer per venire a trovare la moglie, che qui ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita. Dopo la morte di lei, il sig. Gensi ha continuato a far visita alle degenti, una volta con un uovo di Pasqua, una volta con un mazzo di fiori, una volta con un quaderno con figure da colorare.

Questa volta si è presentato con l’ochetta della foto. Nessun giornalista lo intervisterà per questo, anche se la sua iniziativa suscita in me molta curiosità. Mi chiedo infatti cosa cerca e quale profitto possa ottenere il sig. Luigi Gensi dal mettere l’una di fronte all’altra un’ochetta e una donna che passa tutto il giorno a colorare figure su un quaderno.
Percorsi della Devianza e Trame di Libertà
Don Antonio Loi a Delitto e Castigo
Lascia cuore e gratitudine per un centro che ha, a sua volta, accolto la moglie con progetti e grandi sentimenti
Caterina
Quello del Sig. Luigi non è il tipo di gesto che finisce sui giornali o nei talk show, ma non è meno importante di tante cose che sentiamo e leggiamo. Storie come questa ci ricordano che la gentilezza esiste ancora. Lo ‘zio’ Luigi non cambia la realtà, ma di sicuro migliora la giornata di qualcuno. In fondo, forse è quello che conta.