Ho sempre amato la pioggia. Credo che da bambino l’amavo perché mi dava una sensazione di pace e sicurezza. Camminavo anche per ore sotto la pioggia, coperto quanto bastava per non inzupparmi. Il ticchettio continuo delle gocce di pioggia che colpivano il cemento del marciapiede mi tranquillizzava e mi faceva sentire meno solo. Non pensavo a nulla di particolare: mi godevo, semplicemente, il nutrimento che la pioggia mi donava.
Poco fa sono andato a fare la spesa. La pioggia scendeva copiosamente, ma sul mio piumino con il cappuccio atterrava con gentilezza: probabilmente perché ha riconosciuto il bambino che ha nutrito molto tempo fa. Mentre camminavo verso il supermercato, mi sono sentito ricco e pieno di vita ma, soprattutto, fiero del cammino che mi ha permesso di traghettare quel bambino verso la libertà, una libertà mai scontata e, forse per questo, più apprezzata e rispettata.
Nel tempo che mi resta da vivere in questo corpo, desidero intensamente prodigarmi affinché i giovani trovino la loro strada verso la costruzione e la bellezza. È un progetto ambizioso che rasenta la presunzione, ne sono consapevole, perché i surrogati della felicità abbondano sulla via della seduzione; ma chi se ne fotte! sono pronto a lottare!
Alessandro Crisafulli