Classi miste

Nella notte tra sabato e domenica, dopo avere sentito una delle interviste di Delitto e Castigo su Giornale Radio, ho fatto un sogno: un dirigente del DAP mi chiedeva cosa io abbia da proporre dopo tanti anni di esperienza in carcere.

La mia risposta riguardava l’ipotesi di sperimentare all’interno del carcere alcune classi pilota di scuole medie primarie e secondarie con la compresenza di alunni tradizionali e detenuti con lunghe pene: classi miste con studenti “normali” e con studenti detenuti adulti (non giovani adulti!) con una preparazione compatibile con la classe frequentata: attività di insegnamento, interrogazioni, voti, promozioni e bocciature, tutto funzionante nel modo tradizionale.

Appena sveglio, mi sono detto che non c’era tanta differenza con quello che il gruppo della trasgressione pratica da anni. Ma ripensandoci, credo che, pur essendoci continuità con gli incontri che facciamo con i detenuti nelle scuole e con la stabile compresenza al gruppo di studenti universitari e detenuti, la proposta “onirica” comporta alcune differenze significative.

I detenuti con lunghe pene e con età oltre i 40 anni hanno bisogno di tornare alle emozioni che i ragazzi vivono a 12, 15, 18 anni, emozioni che loro hanno perso per strada in conseguenza dell’irrinunciabile bisogno di rendere la loro identità compatibile con gli abusi che, in molti casi, erano stati praticati fin dalla prima adolescenza. Frequentare la stessa classe di ragazzini, io credo, potrebbe permettere a chi è cresciuto nella devianza di vivere quello che egli non ha mai sperimentato e di cui (chi ha una pena lunga) ha un intenso bisogno per continuare a vivere e per non sentirsi fuori dal mondo.

Inoltre, tra ragazzi adolescenti e detenuti, si potrebbero formare delle simpatiche alleanze di mutuo aiuto, che a loro volta permetterebbero di sviluppare emozioni vitali e (soprattutto per i detenuti) sconosciute: ci si dovrebbe confrontare realisticamente con le proprie capacità di apprendimento, con chi è più bravo, con chi ha bisogno di aiuto… complessivamente, con frustrazioni e risultati che giovano al divenire e all’articolazione dell’identità del soggetto.

Inoltre, i detenuti avrebbero la possibilità di aggiornare la loro intossicata immagine dell’autorità: a) sulla scorta di come la vivono i comuni adolescenti; b) prendendo confidenza con un principio che nel mondo deviante non esiste e non può avere cittadinanza e cioè che l’unica autorità credibile è quella di chi sa e utilizza il proprio sapere per permettere agli altri di crescere e migliorarsi.

Gli adolescenti, da parte loro, potrebbero toccare da vicino come un essere umano può diventare un compagno di scuola, un amico, un proprio simile, dopo essere stato una persona da temere e da tenere a distanza; ancora di più, potrebbero vivere l’esperienza di partecipare attivamente al recupero della prossimità con “l’alieno” e questo credo possa aiutare l’adolescente a diventare un adulto consapevole della complessità e della ricchezza dell’essere umano.

Le comprensibili obiezioni sono ovviamente che non è possibile permettere a insegnanti e adolescenti di entrare tutti i giorni in carcere; che, d’altra parte, è difficile permettere ai detenuti di uscire dal carcere tutti i giorni per andare a scuola; che l’esperimento, comunque lo si imposti, richiederebbe alti costi di personale per garantire la sicurezza dei cittadini. Tutto vero! Si tratta di valutazioni e decisioni che spettano a chi ha la responsabilità di prendersi cura del benessere della collettività.

Da parte mia, visto che l’idea parte da un sogno, vedrò di farmene qualcosa che in un modo o nell’altro possa somigliargli.

San Vittore, di Paolo Donati, Alessandro Radici e la Trsg.band

E poi ho visto te, di Cisky Capizzi, Alessandro Radici e la Trsg.band

Percorsi della Devianza e Trame di Libertà

Confronto fra Colombo e Cusani

A distanza di oltre 20 anni dai loro primi incontri, Gherardo Colombo e Sergio Cusani si parlano in presenza di centinaia di studenti e cercano insieme come si annodano responsabilità personali e collettive.

Da parte mia, ringrazio Sergio Cusani per aver contribuito a rendere più facili i primi passi del Gruppo della Trasgressione, nato peraltro grazie a una scelta maturata dopo una lunga chiacchierata con lui in un pomeriggio del settembre 1997 a San Vittore. Fra il 1997 e il 2000 molte persone dall’esterno venivano al gruppo più perché  ne faceva parte Sergio Cusani che per quello che il gruppo della Trasgressione era riuscito a sviluppare fino a qual momento.

Devo a Sergio Cusani anche la conoscenza di Fabrizio De André, che era previsto come ospite al gruppo prima che si sapesse della sua malattia.

Micro e Macroscelte, Il punto di non ritorno, Il gioco di Nimm

 

Il mito di Sisifo a Buccinasco

Genitori e figli, insegnanti e allievi, cittadini e istituzioni
al teatro Fagnana per un’alternativa alla fatica di Sisifo

Il lavoro del Gruppo della Trasgressione sul mito di Sisifo, avviato nell’intento di intercettare fantasie antiche, è diventato nel tempo uno strumento formidabile per riflettere sul presente e per recuperare passaggi centrali di chi ha perso la fiducia nelle istituzioni e nel proprio futuro. 

Le vicende di Sisifo sono diventate un racconto nel quale specchiarsi, motivando studenti e detenuti del gruppo a indossare i panni dei diversi personaggi e a interrogarsi sul problema della siccità a Corinto, sui conflitti di Sisifo con Giove, degli adolescenti con il limite e l’autorità, del cittadino con le istituzioni, dell’uomo con i suoi bisogni terreni e le sue ambizioni di eternità.

Sul mito di Sisifo

Pomeriggio a Parco Europa

Dalle carceri e dalle Università
Un impegno verso la città

Rho, 29/10, ore 15:00-18:00 – Pomeriggio a Parco Europa

La cooperativa LA FUCINA, il Collettivo MOSTRAMI,
il GRUPPO DELLA TRASGRESSIONE
presentano il loro progetto per la città

Detenuti, studenti universitari e comuni cittadini presentano le diverse attività che partiranno dalla bancarella di Frutta & Cultura.

Caro Giulio

Caro Giulio, Carlo Lozito

Caro Giulio, paghi per la tua innocenza, il tuo desiderio di capire, la tua curiosità, i tuoi ideali, il tuo desiderio di un  mondo migliore. Caro figlio, giovane figlio, eri in terra lontana d’Egitto per studiare…

Cosa avrai provato al tuo primo osso spezzato, al secondo… al trentesimo? Quale smarrimento hai provato di fronte al sorriso sadico del tuo assassino?

Eri solo, disperato, aspettavi solo che finisse… eri solo, solo, solo ad affrontare con coraggio quegli inumani che giocavano, si divertivano, godevano del tuo massacro. Povero figlio, piango per te.

Noi riflettiamo sul dolore dei detenuti, forse poco sul dolore delle vittime… Giulio era un ragazzo, un giovane uomo che sentiva che questo mondo non gli apparteneva… lo voleva cambiare… ha mosso un dito, solo per raccontare… ha pagato col martirio.

Caro Giulio, noi siamo degli indifferenti, ci commuoviamo per te adesso, poi forse già tra un minuto ci occuperemo d’altro… riprenderemo la giostra dei consumi, dei falsi piaceri, degli stordimenti… forse così fuggiamo da questo mondo disposto a tutto per il denaro e il potere, un mondo che ogni giorno ci umilia, ci angoscia.

Caro figlio, riposa in pace, se mai potrai dopo quello che hai passato, piango per te, ti voglio bene anche se non ti conosco.

Carlo


Mandati di cattura

Ho saputo ieri dell’indagine sul conto di persone che hanno frequentato il gruppo nel recente passato e sento che non può essere ulteriormente rimandata la riflessione sulla difficoltà di emanciparsi dalla spinta a delinquere senza un innaffiamento continuo delle attività che alla delinquenza fanno da argine. Avevano smesso di frequentare il gruppo, ma lo hanno frequentato per anni e ciò non è bastato.

Se non possiamo riflettere insieme con le autorità istituzionali e strutturare con loro un piano, tanto vale chiudere il Gruppo della Trasgressione: responsabilità, rischi e frustrazioni a iosa, in cambio di quasi nulla! Ho bisogno di riflettere con le istituzioni, non per essere consolato ma per un progetto di cui possa essere verificata la consistenza.

 

Inaspettatamente

Inaspettatamente, Bruno Turci

Appartengono alla memoria più antica
Mondi di cui si è scordata l’esistenza

Vite lacerate
Consumate fra gli angoli più oscuri
Ove la coscienza non sa entrare…

Vite che poi tornano
comandate da una magia
che le restituisce al mondo

Inaspettatamente
Fioriscono splendide energie

 

Abbinamenti con: La città vecchia

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Sogni miei

Sogni miei, Ernesto Bernardi

Sogni miei, belli come il sole che sorge
Luminosi come stelle nel manto della notte
Buffi come cartoon che mi sorridono

Sogni miei, sussurrati dal mattino
Abbandonati quando non è ancora sera
Sogni miei, che ancora tornate
A scuotermi dalle mie paure

Sogni miei, vi raccoglierò nel mio sacco
Rattoppato col filo della speranza
Vi porterò con me sulla nave
E vi svuoterò sul ponte

Per cucire ancora una rete
Con i sogni, i nodi e le mani
Dei miei compagni di mare

Abbinamento con: A Cimma, Ho visto Nina volare, Anime Salve

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