Musica Mundi

Che cos’è questo rumore? Non vedo niente ma il rumore lo sento. È flebile ma incessante, a suo modo è melodioso. Non ho mai sentito nulla del genere. È come una musica, si alza e si abbassa, va come a ondate. Sento anche altri rumori, ma nessuno riesce a cancellare quest’altro, che rimane come un sottofondo. Mi sembra di avere la filodiffusione.

Esco. L’atmosfera sonora della città mi avvolge. I soliti strombazzamenti, i rumori dei motori, dei motorini e dei bus, ma sullo sfondo l’altro rumore, la mia musica non cessa.

Eh sì, è mia perché nessun altro la sente. Come è possibile? Francamente non so. All’inizio davo per scontato che tutti la sentissero, poi in un paio d’occasioni, a una mia domanda esplicita il mio interlocutore aveva risposto che no, lui non sentiva proprio niente e mi aveva guardato strano.

Dopo il terzo diniego ho smesso di chiedere e di parlarne, ma non di sentirla.

Oggi la sento più forte. Ha dei picchi e poi si affievolisce, raggiunge come la forza di un gemito e poi si abbassa. Questo andamento si ripete e la mia sensazione che corrisponda a un movimento si rafforza. Cerco di stare calma e cammino verso un parco, dove mi auguro possa trovare un po’ di pace. Ci arrivo velocemente, percorro un viale e poi mi siedo all’ombra di un acero e di un leccio. Sobbalzo: avverto dei suoni che non avevo mai sentito. Fischi sommessi, ululati gentili, gemiti soffocati e, sullo sfondo, sempre la mia filodiffusione privata.

Dalla panchina mi trasferisco sull’erba, esausta. Mi addormento e nel sonno i suoni e i rumori della filodiffusione acquistano un senso. Sono gli alberi che parlano tra loro. Raccolgono la testimonianza di ogni essere vegetale lì presente nel raggio di decine di metri. Sono tutti d’accordo: sta accadendo qualcosa. La natura ha preso la sua decisione e sta elaborando una risposta agli insensati e insensibili comportamenti dell’uomo. La natura è scesa in campo per difendere il principio vitale, costi quel che costi.

L’erba sarà l’avanguardia. Approfitterà di ogni fenditura per farsi largo, spaccare il cemento di cui le strade sono ricoperte, si impadronirà di tutti gli spazi utili, ricoprirà dapprima i viali ma poi uscirà dai parchi e invaderà le strade.

Mi sveglio pensando di avere sognato. Ma mi accorgo subito che non è così. I viali del parco ne sono già ricoperti e ciuffi d’erba imperiosi si stanno dirigendo sulle arterie asfaltate e crescono ogni minuto che passa sempre più rigogliosi. Nella mia strada verso casa le strade sono ormai fiumi d’erba, sempre più alta. Le automobili non hanno quasi più la visibilità sufficiente per circolare. Solo gli autobus ce la fanno ma subito capisco che è solo questione di tempo, anche loro diverranno a breve inutilizzabili.

A casa accendo la televisione e sento parlare dello strano fenomeno. Tavole rotonde con la presenza di biologi, agronomi, scienziati vari dibattono sul tema senza comprendere che l’epoca delle parole è finita, bisogna fare largo ai fatti. Le piante rampicanti nella notte hanno ricoperto palazzi e vetture, chiese e negozi; una savana d’erba alta ha fatto sparire ogni punto di riferimento e questo sta succedendo ovunque, su tutta la superficie della terra.

Il mattino dopo non so bene cosa fare. Tutti fuggono atterriti e un po’ spaventata lo sono anch’io, ma sono colta da una strana sonnolenza e cado addormentata.

Nel sogno vedo altri umani addormentati come me, alcuni li conosco, altri no. C’è una rappresentanza per ogni età e sesso e in qualche modo mi è chiaro che coloro che stanno dormendo sono coloro che, come me, sentivano la filodiffusione. Nel sogno facciamo conoscenza. Siamo pochi ma disposti a collaborare con il principio vitale. Quando diamo l’assenso alla collaborazione il rumore di fondo si trasforma in armonia, siamo immersi nella “musica mundi”, finalmente la sentiamo!

Siamo sereni. Non sappiamo bene come ma vogliamo lavorare per l’armonia. Il modo lo troveremo.

Nuccia Pessina

Il Giornale del Falso e L’officina della 4° S