La luce di Caravaggio

Lettera di ringraziamento
Antonio Tango

Egregio presidente,
egregi soci del Rotary Club Milano,

sono Antonio Tango e volevo ringraziarvi per la donazione. Non vi nascondo l’imbarazzo e la gioia che ho provato quando Gianpietro Borasio mi ha comunicato di aver proposto il mio nome. Il mio imbarazzo è dovuto alla frustrazione che provo perché non penso di meritarmi le vostre attenzioni, in quanto ora riconosco che io per primo ho alzato un muro verso l’altro. Fin da piccolo, non ho fatto altro che costruire pregiudizi e soprattutto considerare l’altro la causa di tutti i miei mali, del mio dolore. Così ho preso come punto di riferimento il mio rancore verso tutti.

Quasi 10 anni fa ebbi la fortuna di incrociare sul mio percorso il gruppo della trasgressione, condotta dal dottor Angelo Aparo. In tutta sincerità, all’inizio considerai il gruppo come un mezzo per uscire prima di galera. Mi ricordo come se fosse ieri… si parlava di micro-scelte e di scelte. C’era lo storico dell’arte, professor Zuffi, che con le sue lezioni su Caravaggio cercò di farci conoscere ed esplorare le nostre emozioni in risposta a un dipinto. In quel periodo nasceva anche il nostro Mito di Sisifo e tanti altri argomenti.

Ogni volta attorno al tavolo ci si confrontava senza barriere o muri. Studenti, detenuti, liberi cittadini e professionisti, tutti allo stesso livello. Lì ebbe inizio la mia rivoluzione interna. Imparai a conoscere l’altro, nei suoi difetti e nei suoi pregi, ma quello che realmente ha aperto la mia gabbia mentale è stata la disarmante naturalezza con cui gli studenti mostravano la loro fragilità. Con il loro aiuto cominciai a capire che, in realtà, per più di 40 anni sono stato un burattino in mano a un burattinaio che si chiamava rancore.

Comprenderete che, se oggi riconosco l’altro come mio alleato e non come mio nemico, il merito è del dottor Aparo e del gruppo della trasgressione di cui Giampietro è un membro storico. Devo soprattutto a loro il meraviglioso legame che sto costruendo con mio figlio Michael.

Oggi vivo la gioia del riconoscimento, del rafforzamento dei legami, perché so di aver ancora bisogno di costruire relazioni. Più relazioni costruisco con l’altro, maggiore sarà il numero di appigli per non cadere dal precipizio.

E non solo, creo sempre di più dentro di me quel senso di responsabilità che mi porterà ad essere un uomo adulto. E chissà, forse un giorno riuscirò a realizzare il mio sogno: diventare cittadino del mondo come mio figlio Michael; lui è già sulla strada.

Permettetemi di ringraziarvi ancora per la donazione. Non vi nascondo il mio reale bisogno ma, credetemi, il vostro dono più prezioso è di avermi riconosciuto delle potenzialità, cosa di cui mi ricorderò quando, in certi momenti di malessere, io per primo dubito delle mie capacità.

Gianpietro, non so se mai un giorno riuscirò a sdebitarmi. Tu, il dottor Aparo e il gruppo siete stati per me e siete la luce del quadro di Caravaggio,  siete i miei fari nell’indicarmi la rotta da seguire. E ora, grazie a te, altri fari si sono riuniti per aiutarmi nel mio nuovo cammino.

Colgo l’occasione per augurarvi di tutto cuore buone feste.

Antonio Tango

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