
Stadio di San Siro - Milano
Ciao Matty,
l’ultima volta ci siamo visti a San Siro verso maggio. Però, cavoli come passa il tempo. Spero che a casa vada tutto bene, anche perché capisco che la vita fuori è molto più impegnativa: arrivare fino a qui può diventare un problema. Sono consapevole che non posso pretendere niente e che per adesso posso solo aspettare il momento in cui nel futuro potrò essere di nuovo presente. Da parte mia, sto facendo il possibile per poter affrontare la libertà nel modo giusto.
Tu, Mattia, ormai avrai lasciato la bicicletta per il motorino e, invece di andare alla sala giochi della fiumara, avrai iniziato ad andare in discoteca. Vivi questi anni spensieratamente, senza però oltrepassare certi limiti! Tante cose ti incuriosiranno ma puoi benissimo parlarne con tua sorella o tua mamma e poi ci sono io, il tuo papi, che sono pronto ad ascoltarti anche quando sbagli.
Io nella mia vita sbagli ne ho fatti tanti e, anche se sono finito in carcere, so distinguere il giusto da ciò che è sbagliato. Non ti preoccupare, non voglio giudicarti, voglio solo che tu sia pronto ad affrontare la tua vita. So che a volte ti potresti sentire in diritto di sbagliare perché non hai avuto un padre. Lo so perché a me è successo prima di te.
Anche se io ho scelto un certo tipo di vita, sarò fierissimo se tu prenderai un’altra strada. Io mi sono fatto un nome dove spesso i valori e i principi delle persone non valgono nulla, non avevo rispetto dei miei cari e dei loro sentimenti, pensavo che avere il così detto “rispetto di strada” fosse tutto nella vita, non ero capace di chiedere scusa o dire “ho sbagliato” perché avevo il timore che mi giudicassero come un debole. D’altra parte, io giudicavo le persone dalla marca dei loro vestiti o dalla macchina costosa. Ecco perché ti dico che era tutto falso!
Sai Matty, mi farebbe piacere se voi tutti un giorno poteste conoscere la parte di me migliore, senza quella rabbia che mi portava a distruggere tutto ciò che avevo intorno. A volte penso che mi facesse paura vivere nella normalità. Abituato nel caos, non conoscevo altro mondo che quello. A poco a poco mi sono così abituato a questa paura che alla fine mi ci sentivo quasi a mo agio.
Come la paura di fare gli stessi sbagli di mio padre alla fine mi ha portato ad essere quasi uguale, e dico “quasi” perché ora, se fossi uguale, vorrei essere capito o compatito per il mio passato di merda e invece io voglio ottenere il vostro rispetto e la vostra stima per quello che ora sono e sarò. Ora credo di conoscere di più me stesso e quindi il male che c’è in me. Non voglio dirti che sono diventato un’altra persona, ma ho trovato nuove motivazioni che mi danno la forza per andare avanti.
In tutte le cose che faccio per costruire il mio futuro, tu sei sempre presente perché sento il bisogno di vederti crescere, diventare uomo e magari sposarti e avere dei figli. So che tutto ciò ti renderà felice anche se a volte sarà dura, ma credimi ne varrà la pena.
A volte mi immagino noi due seduti davanti alla tv in poltrona mentre guardiamo un partita di calcio, la nostra passione, e lo faccio perché lo avrei voluto fare con mio padre. Con tuo nonno qualche ricordo bello nella mia testa c’è ma sono così pochi. Invece, purtroppo ci sono cose di lui che mi porto dentro e che per molto tempo mi hanno turbato, ma non mi sento di giudicarlo perché ora capisco cosa si portava dentro.
Si, ci sono cose che ti fanno male, che ti porti dentro e che non puoi cancellare ma puoi conviverci, ma conviverci come? Beh un mio amico dice sempre “l’uomo, per poter vivere, deve costruire, sennò si sente inutile” e insieme a lui ogni tanto costruisco qualcosa.
Beh, ora che ho provato, posso dire che ho trovato qualcosa che può sostituire quella droga che ho usato e tutti quei ricatti che sono venuti di conseguenza. Costruire vuol dire anche avere degli obiettivi.
Scusa se non ti ho mai detto prima queste cose, ma dentro di me non c’era lo spazio per tutto questo e, come ti ho già detto, era come vivere in un altro mondo. Ma ora spero tanto di poter far parte della tua vita.
Ti voglio tanto bene,
il tuo papi
Massimiliano De Andreis