Il coro Zenzero a Opera

Il coro Zenzero a Opera
 di Mauro Penacca

Casa di reclusione di Milano-Opera:
Concerto con il Coro Zenzero per i detenuti del carcere.

Come spesso succede, ti presenti a fare un concerto pensando di regalare emozioni. Poi i detenuti cominciano a raccontare il loro passato e il lungo percorso di riflessione che li ha portati prendere coscienza dei loro sbagli.
Molti sono ergastolani. Raccontano di aver ucciso una, due, molte persone.

E tu ascolti, ascolti, ascolti e non puoi impedire che le loro testimonianze entrino dentro di te.

Esci dal concerto confuso, stravolto.
È chiaro che non sei più lo stesso…
E pensi: ma se io fossi il papà di un figlio che ha perso la vita a causa loro?
E se fossi il papà di uno di loro?
E se fossi il figlio di uno di loro?

Uscendo, un agente di polizia penitenziaria mi ha detto che per permettere questo concerto molti agenti erano in servizio dalle 8.00 del mattino (erano le 22.30).

Gli ho chiesto: “perché lo fate?”
La risposta è stata : “qualcuno dovrà pur crederci….”

È in questi momenti che capisci l’umanità del paese dove vivi. È in queste esperienze nascoste al grande pubblico che riconosci l’orgoglio, l’umanità e la grandezza del tuo Paese.❤

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La locandina dell’evento

Lo Strappo al Liceo Curie di Tradate

 

Partecipano al dibattito

  • Giorgio Bazzega, che racconta il suo percorso dopo essere rimasto orfano del padre per mano omicida
  • Francesco Cajani, uno degli autori de Lo Strappo
  • Angelo Aparo, coordinatore del Gruppo della Trasgressione

Rashomon e il Kintsugi

Rashomon e il Kintsugi

Rashomon e il Kintsugi, ovvero… come passare dall’enunciazione di punti di vista diversi, tutti contenenti brandelli di verità e di menzogna (Rashomon, Kurosawa 1950) alla tecnica del Kintsugi, una cucitura che non nasconde le fratture, ma le ricorda con un filo d’oro che evidenzia le loro linee di sutura, la nostra coscienza del passato e la comune responsabilità del presente.

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Qualsiasi punto di vista, anche quando viene da persone non consapevolmente capziose, risponde al bisogno di ricostruire un quadro ragionevole della realtà, ma anche (e spesso soprattutto) a quello di dare una versione degli accadimenti compatibile con l’impostazione ideologica di un determinato momento storico. Vedi le diverse dichiarazioni che su “Lo Strappo” rilasciano i vari protagonisti del documentario, che a volte risultano contrastanti già all’interno dello stesso soggetto in quanto rappresentative di diverse epoche della stessa vita.

Il pensiero razionale, anche quando apparentemente libero, non è mai esente dal bisogno di garantire a noi stessi un ruolo sostenibile nella complessità delle cose. Tenendo conto di ciò, il ricercatore scientifico non si illude di essere sulle tracce della verità ultima, ma cerca una versione delle cose che permetta di formulare affermazioni utili a governare territori sempre più ampi e inclusivi della realtà.

In definitiva, la difficoltà di addomesticare la nostra complessità è quel che ci diverte e ci ricorda il nostro mestiere di uomini. Per questo cerchiamo persone che vogliano dar voce e nome agli interpreti principali dell’iniziativa: figure istituzionali, imprenditori, familiari di vittime della criminalità, ex criminali, studenti.

Il Kintsugi non punta alla verità e non vuole ignorare la difficoltà di tenere insieme gli uomini e le idee; cerca piuttosto di connettere i cocci di una passata unità, nella consapevolezza della loro comune origine e della loro e nostra precarietà.

Alcuni testi sul tema o ad esso collegati…

Fra i nostri attuali alleati:

Sciuscia e va’

Sciuscia e và
Testo e musica di Giancarlo Parisi

Amuninni picciotti tra la vita e la morti
ca lu ‘nfernu ni spetta già;
Amuninni carusi dintra i muri rinchiusi
chi la vita non mori dda.
Amuninni ‘nnimali supra munti e canali
ca lu ciumi currennu và;
Amuninni palummi chi vulati sull’unni
ca lu ventu sciusciannu ‘nchiana e và.

Amuninni buddaci ca parrari vi piaci
ca lu tempu passatu è già;
Amuninni dutturi senza scienza né amuri
c’è cchiù mali chi verità.
Amuninni briganti chi rubati diamanti
ca lu suli vi futti già;
Amuninni criaturi chi vidisti u duluri
ca lu ventu susciannu ‘nchiana e và.


Per donazioni utili al progetto contro il bullismo

Commento di Roberto Cannavò e Angelo Aparo

Il diario di una vita futura che, se venisse letto, aiuterebbe a cambiare rotta, ma che, quando ero adolescente, non ho saputo leggere… o forse, per ignoranza o convenienza, ho letto senza dargli importanza.

Il quadro di una realtà che spinge alcuni ragazzi a idolatrare degli adulti, rimasti a loro volta infantili, in un ciclo che si ripete per mancanza di comunicazione costruttiva e di progetti.

Il racconto di chi è cresciuto senza una guida, di una rotta già segnata da altri, ma da noi seguita con la convinzione di averla scelta in autonomia… mentre si accavallavano esperienze di abusi, di potere, illusioni di una libertà non bene definita e in realtà vissuta nel delirio e, infine, il carcere.

Il vademecum consegnato agli ignoranti per indicare loro come si vive… e invece abbiamo dimostrato come si muore… in tutti i sensi… e come si uccide, attraverso la diffusione del degrado, la libertà della comunità e dei nostri stessi figli.

Come se la bellezza della vita fosse racchiusa in una fetta di pane mai assaporata, intanto che il fiume degli eventi scorre e le mura del carcere fanno maschi i bambini.

Come diciamo al gruppo, tutti gli ingredienti per fottersi e fottere la vita.

Gli occhi grandi color di foglia

La serata prende il nome da un verso di Via del campo, una delle prime e più note canzoni di De André. Una bambina e una puttana vivono entrambe in Via del Campo, tanto vicine l’una all’altra da far germogliare fiori, illusioni e speranze d’amore in chi va a trovarle. La prossimità fra l’una e l’altra c’è, ma per coglierla occorrono occhi grandi color di foglia, capaci di accettare parentele nascoste fra personaggi apparentemente incompatibili.

Scritta in collaborazione con Enzo Jannacci, Via del campo invita al dialogo con ciò che a una prima lettura sembra distante e privo di valore; la canzone è un’anticipazione del tema che rimarrà il filo conduttore di tutta la produzione poetica di De André: l’importanza della comunicazione con le proprie parti dimenticate o negate, cioè con quegli errori, fragilità, insicurezze o, come dice la canzone, con quel letame da cui possono nascere progetti e riconoscimento reciproco fra persone diverse. 

Juri Aparo dal 2005 incrocia le canzoni di De André con i temi e la ricerca del Gruppo della Trasgressione  che opera a Milano dentro e fuori dal carcere e di cui è il coordinatore.

Giancarlo Parisi, poli-strumentista, con i suoi flauti, sax e fiati etnici, ha partecipato a molti dei tour di Fabrizio de André ed è oggi leader di diverse iniziative collegate al mondo del cantautore di Genova.

Tonino Scala è un musicista eclettico e un compositore, conoscitore come pochi altri delle canzoni italiane dagli ’60 a oggi e in particolare della musica d’autore. Sue un paio di canzoni della serata.

I tre amici saranno il 25 agosto a Frigintini, vicino Modica, per un incontro musicale nella lingua che tutti e tre conoscono.

Gli occhi grandi color di foglia

Gli occhi grandi color di foglia

La serata all’istituto dei Tumori, data in concomitanza con il 90° anniversario della fondazione dell’Istituto, prende il nome da un verso di Via del campo, una delle prime e più note canzoni di De André.

Una bambina e una puttana vivono entrambe in Via del Campo, tanto vicine l’una all’altra da far germogliare fiori, illusioni e speranze d’amore in chi va a trovarle. La prossimità fra l’una e l’altra c’è, ma per coglierla occorrono occhi grandi color di foglia, capaci di accettare parentele nascoste fra personaggi apparentemente incompatibili.

Scritta in collaborazione con Enzo Jannacci, Via del campo invita al dialogo con ciò che, a una prima lettura, sembra distante e privo di valore ed è un’anticipazione del tema che rimarrà il filo conduttore di tutta la produzione poetica di De André: l’importanza della comunicazione con le proprie parti oscure, cioè con quegli errori, fragilità, insicurezze o, come dice la canzone, con quel letame da cui possono nascere progetti e riconoscimento reciproco fra persone diverse.

La serata musicale all’Istituto dei Tumori vuole essere un modo per rendere fattiva la comunicazione fra mondi distanti: da una parte chi, pur ferito dalla malattia, cerca e trova anche nel dolore motivo di conoscenza e di evoluzione; dall’altra alcuni detenuti del Gruppo della Trasgressione che, dopo anni di lavoro sui propri errori, partecipano oggi a progetti in favore del bene collettivo che in passato avevano offeso.

La squadra anti-degrado

 

La fecondità dell’imperfezione

Un racconto fra parole e musica, fra arroganze dure a morire e fragilità negate, in compagnia di Juri Aparo, Tonino Scala e dei componenti del Gruppo della Trasgressione. Le canzoni e gli interventi della serata sono un invito a collaborare con i nostri progetti e le nostre attività già in corso:

  • Associazione Trasgressione.net: interventi di prevenzione al bullismo nelle scuole medie superiori e inferiori, il teatro sul mito di Sisifo, convegni su i temi del gruppo, concerti della Trsg.band;
  • Cooperativa Trasgressione.net: consegne di frutta e verdura freschi a bar e ristoranti e a gruppi di consumatori associati, le bancarelle nei mercati rionali con gli stessi prodotti, il restauro di beni artistici, lavori di manutenzione e di piccola ristrutturazione.

Progettare e lavorare con chi ha commesso reati
giova al bene collettivo e alla conoscenza dei percorsi devianti
più della pena che il condannato sconta in carcere

A tutte le persone che intendono partecipare chiediamo di contribuire al buon esito dell’iniziativa osservando le seguenti indicazioni:

  • Le richieste di prenotazione (obbligatoria) al concerto vanno inoltrate a associazione@trasgressione.net specificando chiaramente:
    Nome e Cognome, Luogo e Data di nascita e N° Carta d’identità;
  • Ingresso 10 euro.
  • Le prenotazioni possono essere inoltrate individualmente, ma per snellire il nostro lavoro chiediamo la cortesia, quando è possibile, di cumulare più richieste in un’unica mail.
  •  E’ indispensabile essere presenti all’ingresso entro le 19:30. Via Camporgnago 40, Milano. I parenti dei detenuti sono invitare a entrare alle 19:45.
  • Allo scopo di facilitare i controlli all’ingresso e per evitare ritardi è necessario presentarsi senza cellulari, senza oggetti elettronici, chiavette USB, ecc.

 

La squadra anti-degrado

Lo strappo

Angelo Aparo intervistato da Sanja Lucic per Radio Popolare

Lo strappo; Istruire un prossimità; Io, tra vittime e carnefici

All’ombra dell’ultimo sole

Fra il pescatore e un assassino
Le domande di un’umanità che non muore

MARTEDI’ 8 AGOSTO 2017

PARCO ARCHEOLOGICO DI CAUCANA

con le canzoni di

Fabrizio De André e Luigi Tenco.