Mio caro muro

Nonostante i miei limiti in materia, rimango affascinato ogni volta che leggo questa lirica. L’idea di un richiamo al passato governato dal presente mi ha dato modo di fermarmi a riflettere. Trovo sorprendente come si riesca a raccontare più cose nello stesso momento in cui vengono vissute.

Sono naufragato anch’io in questo e in tanti altri mari di pensieri e riflessioni e, andando avanti, questi
potrebbero essere infiniti…

Tra le tante riflessioni, una è stata I’idea che il passato, anche se passato, possa essere riorganizzato partendo dal presente… anche se nel mio caso, con in tasca un passato di gran lunga più pesante del futuro, il presente può a volte spaurire.

Andando avanti, ho pensato a come un ostacolo possa trasformarsi in un’opportunità e, nel caso di Leopardi, a un’infinità.

Questo mi ha avvicinato a Mohamed e alla sua presente situazione, con la mamma in ospedale e il dolore di non riuscire a ottenere l’autorizzazione per andare a trovarla senza la scorta armata. A Mohamed volevo dire di prendere questa chiusura (si spera temporanea) da parte delle figure istituzionali alla maturità che ha raggiunto come un’opportunità per dimostrare la sua forza e la sua capacità di rimanere in equilibrio.

Dare prova di quello che si può diventare è anche per me uno dei motivi che mi motivano a partecipare al gruppo della trasgressione. Vorrei mettermi in gioco e dimostrare che Giovanni non è solo quello che può emergere dal fascicolo ma è anche tanto altro. Se me ne sono reso conto io, potranno farlo le persone che mi auguro vogliano darmi l’opportunità di migliorarmi e valorizzare quello che sto diventando.

In tema di ostacoli, oggi il mio più grande è quello contro cui mi ritrovo a combattere ogni giorno, cioè IL MURO. L’arma di distruzione più potente al mondo perché, come ho letto da qualche parte e poi ho vissuto, il muro non è un’idea ma è proprio qualcosa che ti fa male senza nemmeno fisicamente toccarti.

E a proposito, caro bel muretto, voglio dirti che per me oggi tu sei come quella siepe sul colle di Recanati e mi auguro che continuerai ad esserlo fino a quando non ti avrò più davanti agli occhi!

Giovanni Oliverio

Officina creativa

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