Più che nei miei modesti risultati scolastici o nella mia banale storia professionale, cercatemi nella straordinaria curva di un frammento di conchiglia, nel rossetto della cassiera del bar Centrale, nel piacere di accarezzare la materia epidermica di un ramo di acacia, nella meraviglia di sentire quanto le mani possano essere legate al sentimento, nella sorpresa di avvertire che i miei pensieri hanno sfiorato qualcosa, dentro, in profondità, nel sollievo che provo quando prendo tra le braccia il fardello di un altro, nel calore che percepisco quando viaggio nell’intimità di un altro essere, nella soddisfazione di saper essere originale, nel saper accarezzare un corpo femminile con sapienza, nell’apprezzamento della pienezza delle forme convesse e della loro propensione all’apertura, nel sentimento che mi strozza la voce quando scivolo dentro al suo mistero, nella voglia di verità, senza favoritismi, nella commozione quando riesco ad usare le parole appropriate per offrire conforto, nel ricordo di Clara, mia madre, che senza riferimenti espliciti mi ha lasciato capire la grazia del mondo femminile, del corpo e del sesso.

Giancarlo Scialanga


Il mito di Sisifo a teatro negli anni. Qui nel carcere di Milano-Bollate
La moneta di Corinto, frutto della collaborazione tra 20 anni di Gruppo della trasgressione, l’Istituto Pesenti di Bergamo, Massimo Zanchin attuale componente del gruppo del carcere di Opera, l’art director Adriano Avanzini e il musicista e informatico Alessandro Radici.