Da ottobre dello scorso anno va in onda una nuova trasmissione radiofonica che, in pochi mesi, ha rivoluzionato il modo di fare informazione e intrattenimento.
Tutto nasce da un’indagine di mercato condotta tra il 2022 e il 2024, dalla quale è emerso un dato tanto semplice quanto sorprendente: gli ascoltatori tendevano ad abbandonare una trasmissione ogni volta che lo speaker esprimeva opinioni lontane dalle proprie convinzioni. Più il conduttore si mostrava contrario alle idee dell’ascoltatore, maggiore diventava il calo degli ascolti. Le principali emittenti europee hanno registrato una progressiva diminuzione del pubblico e, secondo alcuni analisti, molte di esse sarebbero state costrette a chiudere nel giro di pochi anni.
Viste le difficoltà del periodo per le radio, un ingegnere informatico ha deciso di investire tempo e risorse in un progetto destinato a cambiare il futuro della radio. Dopo aver riunito un’équipe composta da esperti di intelligenza artificiale, psicologi cognitivi e analisti del comportamento, sono iniziati due anni di ricerche con un unico obiettivo: creare una trasmissione in grado di non perdere mai un ascoltatore.
Nacque: Echo.
Si tratta di un software che, una volta installato sullo smartphone o integrato nella radio dell’automobile, crea un profilo estremamente dettagliato dell’utente. Analizzando i contenuti visualizzati sui social network, le ricerche effettuate online, i podcast ascoltati, le preferenze musicali e perfino il linguaggio utilizzato nei messaggi vocali. Il sistema è in grado di comprendere gli interessi, le convinzioni e i valori della persona.
Lo speaker viene sostituito da una voce artificiale, praticamente indistinguibile da quella umana, capace di modificare in tempo reale il contenuto della trasmissione. Se un argomento divide l’opinione pubblica, ogni ascoltatore riceve una versione diversa del programma: la voce conferma le sue idee, sostiene le sue opinioni e argomenta sempre nella direzione che l’utente considera corretta. Così, due persone, sintonizzate allo stesso momento sulla stessa stazione radio, possono ascoltare due trasmissioni completamente diverse, entrambe convinte di ascoltare quello che realmente accade nel mondo.
Secondo i dati diffusi dagli sviluppatori, nei primi mesi di sperimentazione gli ascolti sono aumentati del 74%, mentre il tempo medio trascorso all’ascolto è quasi raddoppiato. Anche i messaggi di protesta inviati alle emittenti si sono ridotti drasticamente.
Per la scienza si tratta della radio del futuro: una radio capace di comprendere davvero ogni ascoltatore. Alcuni esperti, però, hanno espresso forti preoccupazioni. Se ogni persona ascolta soltanto ciò che desidera sentirsi dire, il rischio è che il confronto con idee diverse scompaia del tutto, lasciando spazio a una realtà costruita su misura per ciascuno.
_________
Confrontarsi con chi la pensa diversamente è spesso faticoso. È più semplice cercare persone, programmi e contenuti che confermino le nostre convinzioni, perché ci fanno sentire compresi e ci danno la rassicurante sensazione di avere sempre ragione. Eppure è proprio il confronto con idee diverse che ci permette di mettere in discussione noi stessi, di crescere e, talvolta, di cambiare. Forse il problema non è che qualcuno ci contraddica. Forse il problema nasce quando smettiamo di concedere a qualcuno la possibilità di farlo.
Giulia Arisci