Le interviste con Delitto e Castigo

Le interviste a Giornale Radio, settimana dopo settimana, si stanno trasformando, da interviste ai componenti del gruppo della trasgressione e alle persone che hanno diretti contatti col gruppo, in una piattaforma per riflettere su come nasce la devianza: quali sono i sentimenti, i pensieri, le ideologie che sono alla base dello stile di vita deviante e quali possano essere i modi più utili di prevenirla nell’adolescenza e contrastarla durante e dopo l’esecuzione della pena.

Alla trasmissione “Delitto e Castigo” si succedono dunque detenuti, operatori, familiari di vittime della criminalità, ma anche giornalisti, comuni cittadini e professionisti di vari ambiti per tentare di capire cosa ci si aspetta dalle istituzioni preposte a occuparsene. Le interviste, di solito individuali, stanno diventando via via conversazioni polifoniche, anche per mettere a frutto le varietà di opinioni che, comprensibilmente, si hanno in materia.

Lo scritto di Antonio Tango rientra in un’iniziativa partita circa 20 anni fa, il cui titolo, “Giornale del falso” voleva anche essere un modo provocatorio per discutere sui diversi modi di interpretare il ruolo del giornalista. A volte, infatti, sembra che il giornalista abbia quasi l’acqualina in bocca mentre riferisce di morti e feriti in un incidente.

Comunque, al di là di come possa essere interpretato il ruolo di chi racconta al lettore cosa accade nel mondo, la notizia di cui al link non ha nulla di vero, perché presentata su un giornalino beffardo che punta a stupire e conquistare l’attenzione del lettore esclusivamente con notizie false, integralmente campate per aria, senza dunque alcuno spargimento di sangue, senza sesso, senza soldi, senza tragedie; solo ironia su desiderabili ma improbabilissimi eventi paradossali: Il governo emana l’indulto, ma i detenuti si rifiutano di uscire

Il Giornale del falsoDelitto e Castigo

Prima e oltre il confine

Oggi ho parlato del Gruppo della Trasgressione e mi è venuta voglia di rivedere il documentario che ha realizzato Sofia alla scuola di giornalismo. Al di là dell’emozione, di rivedere facce amiche, ci sono stralci di importanti esperienze del Gruppo contenute in questo video. Ci sono i detenuti con i loro racconti, soprattutto degli incontri con i ragazzi nelle scuole, l’esperienza dell’ARTE con Stefano Zuffi, la musica in sottofondo, con la voce del Prof….

Però quante cose mancano! Mi ha fatto emozionare sentire i detenuti parlare della “mancanza di un gruppo esterno”, e poi questo Gruppo è arrivato. Sentirli credere davvero nel progetto della Cooperativa e della bancarella “frutta e cultura”.

Questa cosa mi ha emozionato più di tutte. In questo video la cooperativa era solo un’idea, oggi, a distanza di 10 anni, esiste nella realtà e incide sulla vita delle persone.

Forse questa è il più grande insegnamento che ho tratto dal Gruppo della Trasgressione e dal Dr. Aparo: tollerare che un’idea impossibile diventi possibile nel tempo, lavorandoci un poco per volta, con costanza, nonostante le difficoltà, passo dopo passo, nella consapevolezza che quei passi sono guidati dal fatto stesso di avere un’idea in cui crediamo, che ci motiva.

Era successa la stessa cosa con Sisifo. Io c’ero quando abbiamo iniziato in quel tugurio dell’ultimo piano della sezione giovani adulti di San Vittore, a cui si accedeva da quella scala a chiocciola angusta che partiva da metà corridoio.

Io non ci credevo che ce l’avremmo fatta. Sembrava tutto troppo difficile. Sembrava un’impresa impossibile, in quelle condizioni lì, con quelle persone lì, con quelle risorse lì. Niente giocava a nostro favore! Sinceramente Prof., dopo tanti anni posso dirglielo, quando aveva proposto di parlare di mitologia con quei 4 detenuti sgangherati, che cambiavano ogni 4 giorni, che non avevano esperienza del Gruppo e non avevano certo lo spessore che posseggono i detenuti che frequentano il Gruppo da tanti anni e a cui eravamo abituati, beh io ero certa che la cosa avrebbe avuto vita breve.

E invece poi guarda cosa è successo con Sisifo! Una delle esperienze più belle del Gruppo: in tour tra scuole e teatri! Beh questa parte un po’ nel video c’è. Ma oggi ci sarebbe ancor più materiale!

Forse sarebbe ora che uscisse la seconda puntata di questo documentario. Una nuova giovane Sofia che frequenta un corso di giornalismo non l’abbiamo?

C’è anche un’altra cosa che manca in questo video, che in tanti anni di Gruppo è stata per me l’idea più esilarante e straordinaria: l’Officina della 4S! Anche in questo caso nel video è contenuto il seme di ciò che poi sarebbe diventato, quando Prof. dice: “Il modo per appagare l’uomo con storie che non siano di Soldi, Sangue e Sesso c’è”, beh quel modo per noi è diventato la quarta S: lo Sviluppo. L’articolo “Mente Libera” di Antonio Tango sul Giornale del Falso, penso sia una delle cose più spiritose, geniali e contemporaneamente profonde che abbia mai letto.

E poi manca anche tutta l’esperienza con Cajani e gli scout… e chissà quante altre cose che non mi vengono in mente ora.

Inoltre, so Prof. che per questo lunedì mi toglierà la parola, ma la versione di A Cimma che canta alla fine di questo video mi piace di più di quella che mi ha mandato!! Certo in quella che mi ha inviato la parte iniziale di Cisky  è molto bella, ma la canzone è più chiusa, mi sembra più triste e cupa rispetto alla versione del video, che invece trasmette apertura e speranza! Mi piacerebbe avere la versione di questo video, che per me è la versione originale!

Tutto questo per dire che vorrei condividere anche con le persone del gruppo che sto conoscendo adesso  e con i miei attuali colleghi di lavoro i 28 minuti del video di Sofia, che rende meglio delle mie parole il cammino del gruppo.

Chissà perché prima che inizi il video c’è un buio interminabile, forse perché inizia da una Storia sbagliata

Tiziana Pozzetti

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