
foto di Fabrizio Caron
In pochi minuti Renato Converso mette in scena l’ennesima versione di uno dei sogni dell’uomo di ogni tempo: Esserci e farla in barba al tempo. Il Gruppo della Trasgressione vi aggiunge decine di scritti, ognuno capace di rilanciarne una sfaccettatura diversa. Con il suo monologo Converso fa lo slalom fra la vitalità di un cigno che non vuol morire e la pervicacia di un ballerino a restare sulla scena. Il gruppo lo insegue, zigzagando fra un ballerino che cerca a ogni costo di mantenere un cigno in vita e un cigno che impedisce al ballerino di fare strada.
La morte del cigno è diventata una palestra per fare i conti con la dialettica fra la vitalità di chi non si arrende e l’arroganza di chi pretende: un conflitto che non risparmia nessuno. Da piccoli la vitalità e l’arroganza sono sorelle che giocano insieme sotto gli occhi benevoli dei genitori. Da una certa età in poi è importante imparare a orientare il proprio bisogno di essere riconosciuti e i sistemi per raggiungere l’obiettivo: esserci ed essere riconosciuti dall’autorità, cioè da chi ha il compito di farti fare amicizia col tempo, proprio quello a cui vorresti farla in barba.
Quando il riconoscimento non giunge dalla guida spesso lo si cerca nella banda e nel facile appagamento della droga. Quando l’adolescente ha il presagio di non potere accedere al futuro, quando non si sente sostenuto dalle sue guide naturali e dalle autorità istituzionali nel percorso verso le responsabilità dell’adulto, il suo desiderio di conferme rischia di degradarsi in uno dei tanti surrogati che abbondano sulla via della seduzione: il bullismo, la bulimia di potere, di soldi, di oggetti da consumare e di esperienze eccitanti con cui tappare i propri buchi.
Annodare spettacolo e convegno serve a esplorare risorse e metodi utili per la rieducazione del condannato. Ma non solo. Serve anche a dare ascolto ai disagi adolescenziali che portano a droga e bullismo. Destinatari ideali dell’iniziativa sono dunque adolescenti, docenti, dirigenti e operatori che lavorano nei settori scolastico e penitenziario.
Angelo Aparo
